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Gimigliano è un comune italiano di 3.468 abitanti della provincia di Catanzaro. L’ubicazione di due distinti centri abitati, oggi concretamente collegati da un disordinato ma esteso anello di insediamenti edilizi, ne testimoniano l’origine medioevale. Le sue origini risalgono, infatti, al 987, quando alcune frange di popolazioni, seriamente preoccupate da ragioni di difesa a causa degli assalti razziatori che sempre più numerosi sbarcavano sulle coste calabresi scelsero come riparo le rupe gimiglianesi dando così vita a nuovi casali. Il nome Gimilon (dal greco terra abbondante di frutti ), pare sia stato attribuito con decreto dall’imperatore bizantino Nicefaro Foca. Successivamente, sotto il dominio dei borboni, Gimigliano divenne capoluogo di un circondario che comprendeva i comuni di Cicala e San Pietro Apostolo. La presenza del monastero greco di San Nicola di Buccitano probabilmente contribuì all’arricchimento del patrimonio architettonico religioso che nel 1310 contava già tre chiese. Centro di Catanzaro fino al 1481 e poi dei Caraffa (1451 - 1610 ) e infine dei Cigala sino al 1799, venne poi aggregato al cantone di Catanzaro e quindi al dipartimento della Sagra. Nel 1807 é università nel governo di Tiriolo per punizione dei francesi ai quali si era ribellata. Oggi il centro dell’immediato hinterland catanzarese riveste un ruolo tutto particolare dovuto ad alcune sue peculiarità rappresentate dalla conformazione urbanistica del centro storico, colpevolmente deturpato, le cave di marmo e delle miniere di ferro; dai beni architettonici, dal patrimonio artistico e di quello artigianale, dal patrimonio architettonico rappresentato dal ponte sul fiume Corace, il primo in ordine di tempo tra le strutture Maillart progettato dagli ingegnieri Galli e Franciosi, da quello sul torrente Patia esempio della tecnica del cemento precompresso, della devozione alla Madonna di Porto ed al suo Santo Patrono San Giuseppe la cui artistica statua in legno viene conservata nella chiesa di Santa Maria Assunta. I suoi famosi marmi verdi sono stati utilizzati per la realizzazione della gradinata della Chiesa del Gesù di Napoli, per i pavimenti della Reggia di Caserta, per il coro d’inverno e nicchie della Basilica di San Giovanni in Laterano, nel piazzale centrale di San Pietroburgo ed in tantissime chiese e fabbricati di Catanzaro e del circondario. L’inserimento di Gimigliano negli itinerari del grande Giubileo, rappresenta un ulteriore tassello indelebile della sua millenaria storia. Non poteva, quindi, esserci miglior modo per festeggiare questo traguardo per un Comune che, sebbene svuotato dagli anni dell’emigrazione e dalla continua tracimazione verso la città Capoluogo, riveste pur sempre un ruolo importante e di riferimento per tutto il comprensorio della valle del Corace. Un Centro che poneva molte delle aspettative di sviluppo socio - economico sulla realizzazione della diga sul fiume Melito per la quale esiste uno stanziamento di 500 miliardi ,i cui lavori, risultano fermi per una serie di cavilli burocratici. L’opera poteva senz’altro agire da volano per il decollo turistico dell’area intorno al Santuario di Porto baricentrica tra il mare e l’altopiano silano, per le attività in campo artigianale e, per il rilancio delle piccole attività commerciali ridotte, anche da queste parti, ormai sull’orlo del collasso. La mancata realizzazione della grande struttura idraulica ha fatto crollare queste aspettative oggi riposte nello sviluppo e rilancio del santuario mariano di Porto uno dei punti di riferimento della devozione popolare calabrese. Il Santuario della Madonna di Porto sorge in una ridente vallata, solcata dal fiume Corace e un tempo sede di un porto fluviale, distante solo quattro chilometri dal centro abitato di Gimigliano. E’ collegato al Capoluogo di regione dalla strada provinciale, così come dalla statale 280. E’ facilmente raggiungibile anche utilizzando il servizio delle Ferrovie della Calabria. L’arte del santuario é rappresentata presso l’antico santuario dall’icona di Pietro Gatto, nella quale é affrescata un’immagine della Madonna di Costantinopoli, dai “I quattro Evangelisti”, dipinti settecenteschi che ne adornano la volta. All’interno del nuovo santuario é riprodotta l’immagine della Madonna e dei “Quattro Evangelisti” in mosaico veneziano, il presbiterio decorato da artistici marmi, come il giallo di Siena, l’alicante di Spagna, l’onice dorato, il marmolit tedesco. I lavori della nuova struttura diocesana ebbero inizio nel 1947. Degna di essere menzionata anche la chiesa Madre di Gimigliano, nella quale viene custodito il Quadro della Madonna di Porto, dipinto su tela del XVII secolo, incoronato e benedetto da Papa Paolo VI e papa Giovanni Paolo II. Diroccata dal terremoto nel 1783 fu ricostruita negli inizi del 1796. La facciata in stile rinascimentale, fu completata nel 1912; in essa spiccano le bellissime colonne monoliti in marmo rosa di Gimigliano e i portali dei finestroni e delle porte in marmo verde, sempre di Gimigliano. Altro edificio religioso di notevole interesse é la chiesa di “Santa Maria Assunta” nella quale é conservato un bellissimo fonte battesimale in marmo verde di Gimigliano realizzato da maestri scalpellini gimiglianesi oltre a due altari sempre in marmo verde del XVI secolo. Di notevole interesse artistico la statua in legno del Patrono San Giuseppe. L’architettura religiosa é completata dalla chiesa della Consolazione, di Giovanni Battista, dell’Immacolata, di San Biagio e della Madonna delle Grazie. Caratteristica l’estenzione del suo territorio che comprende le popolose frazioni di Cavorà, Cuturelle, Visconte, Trearie, Corbino, Porto, Umbri, Colla e Acqua del Signore. Gimigliano é anche orgogliosa per aver dato i natali all'ex presidente della Corte Costituzionale ed ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, professor Cesare Mirabelli oggi consigliere dello Stato Vaticano. L’artigianato locale é rappresentato dalla lavorazione del legno e del ferro. Particolarmente attiva, grazie all’impegno di un gruppo di giovane che hanno voluto apprendere la tessitura del lino, del cotone e della ginestra con i quali si realizzano preziosi ed apprezzati capolavori di corredo; mentre viene ancora praticata a livello familiare la lavorazione e la conservazione di prodotti agricoli e stagionali. In occasione del Giubileo é stato redatto un progetto integrato per il santuario di Porto, proprio per dare la giusta importanza al valore intrinseco e simbolico della grande struttura. I lavori hanno riguardato: i locali accoglienza, la residenza delle suore, la “Casa dei gruppi giovanili”, una sala conferenze, un salone ristoro e un museo dedicato alla devozione della Madonna di Porto. Uno sforzo economico rilevante reso possibile grazie all’impegno sinergico del Consiglio d’amministrazione del santuario, del Comune, del Consorzio “Calabria Giubileo 2000”, della Regione, con qualche attenzione da parte dell’amministrazione provinciale, ma soprattutto per la grande generosità delle migliaia di fedeli che ogni anno seguono con commossa devozione gli appuntamenti religiosi che si svolgono presso il santuario. Attorno a questo progetto un contributo d’idee di proposte e di lavoro viene costantemente fornito dalle suore dell’Immacolata che gestiscono la struttura religiosa. Il territorio gimiglianese comprende otto contrade: Cavorà, posta nella parte est del paese, frazione tra le più importanti del paese. Ha la sua stazione delle Ferrovie della Calabria, vari servizi pubblici, una chiesa dedicata a Sant’Anna ed à attraversata dalla strada provinciale per Catanzaro. Lenticchia: dopo circa un chilometro da Cavorà trovasi Lenticchia altra grossa frazione che come Cavorà possiede vari servizi; Tre Arie: posta sul versante opposto a Cavorà e Lenticchia, la frazione ospita un consistente numero di residenti. Nel centro della contrada sorge una chiesa dedicata a Santa Maria Goretti; Corbino: la frazione non dista molto da Tre Arie, anzi data la loro vicinanza ambedue usufruiscono di servizi pubblici in comune. Colla in San Pietro Apostolo: contrada che si trova conturbata con l’abitato di San Pietro Apostolo. Il confine dei due territori comunali e marcato dalla strada Statale che attraversa i due insediamenti urbani. Più volte i cittadini residenti hanno chiesto al Comune di Gimigliano una modifica dei confini territoriali per essere aggregati al comune di San Pietro al quale, per comodità, si rivolgono per avere i servizi. Porto: posto a circa cinque chilometri dal centro urbano di Gimigliano, è nota per essere sede del santuario mariano dedicato alla Madonna di Costantinopili o Porto, appunto. Conta varie case sparse, la stazione delle Ferrovie della Calabria, un Agriturismo, un bar ed è sede di una residenza sanitaria per anziani. Il territorio è solcato dal fiume Corace; Umbri: sorge al confine con il territorio del comune di Fossato. Contrada in gran parte espropriata per consentire l’avvio dei lavori per la costruzione della diga sul fiume Melito . Melito: situata aldilà del fiume omonimo ed proprio a causa dell’apertura del cantiere per la ostruenda diga, ha fatto registrare un consistente esodo verso il centro urbano di Gimigliano


Punti d'interesse:

Antico Santuario di Porto: sorse negli anni immediatamente successivi alla costruzione della "Cona" da parte di Pietro Gatto. Si tratta di una chiesa di piccole dimensioni, quasi un tabernacolo eretto a protezione della testimonianza di conversione del giovane gimiglianese. Al centro della chiesa è situato un promontorio di pietra su cui poggia la Cona e davanti al quale è stato innalzato un sobrio altare in marmi con decorazioni settecentesche. La riproduzione dell'immagine della Vergine è un affresco che richiama la tipologia delle icone della Madonna di Costantinopoli anche se si discosta non poco dall'originario quadro di Gimigliano. Infatti si nota la presenza di alcune immagini che fungono da corona alla Vergine. In basso, al di sotto delle nuvole, sono presenti San Pietro e San Giovanni Battista: le immagini richiamano la vicinanza dei protettori di due centri dell'hinterland (San Pietro Apostolo e Soveria Mannelli. Sempre all'interno della nicchia, nelle pareti laterali sono raffigurati San Giuseppe (Patrono Gimigliano) e San Francesco di Paola (Patrono della Calabria). Sulla facciata della Cona compaiono altre due immagini sacre rappresentanti San Domenico (nelle vicinanze esistevano alcuni conventi di frati Domenicani) e Sant'Antonio da Padova che, nel 1700, era particolarmente venerato in Calabria. Il tutto, dal punto di vista artistico, è rappresentato in stile popolare senza particolari accorgimenti. Un'iscrizione sul davanti della Cona ne ricorda il costruttore: "Tu che passi di via anima cristiana riverisci a Maria Constantinopolitana. Ex devozione Petri Gatti 1751". La volta della chiesetta, nel complesso molto semplice e accogliente nel suo stile, è stata abbellita successivamente con alcuni dipinti opera del prof. Toni Pileggi raffiguranti i Quattro Evangelisti. All'interno della chiesetta riposano le spoglie mortali di mons. Nicola Canino, vescovo di Oppido Mamertina e già arciprete di Gimigliano e rettore del santuario dal 1921 al 1937.
Il nuovo Santuario: sorto in adiacenza all'originaria chiesetta, iniziò ad essere costruito nel 1947. La necessità di un nuovo tempio si avvertiva per lo straordinario afflusso popolare che gravitava intorno al santuario che -nella costruzione originaria-denotava la sua insufficienza ricettiva.Nelle intenzioni originarie dell'arch. Piccini e dell'allora rettore don Giuseppe Pullano, il nuovo tempio doveva comprendere al proprio interno l'antico santuario, con la "Cona" di Pietro Gatto da contenere nell'abside. Ma motivazioni di carattere statico (il santuario sorge in una zona ad alto tasso di umidità e di erosione per la presenza del fiume Corace che scorre nei pressi) impedirono la realizzazione di una così grande cupola, per cui si decise di far sorgere la nuova costruzione in adiacenza all'antica. Il Presbiterio è sicuramente la parte più artistica del tempio. I lavori, affidati nel 1974 da don Tedeschi al Prof. Ugo Mazzei di Pietrasanta di Lucca, sono caratterizzati da un elegante stile rinascimentale che dà al Santuario lo slancio di una grande Basilica. Al centro del Presbiterio domina una maestosa immagine (sei metri altezza per quattro di larghezza) della Madonna di Costantinopoli in mosaico veneziano ed intorno la riproduzione dei quattro evangelisti (anch'essi in mosaico). Gli affreschi della cupola furono eseguiti dall'architetto Primantonio Polimeni. Sull'altare spicca un'artistica mensa eucaristica sorretta da quattro angeli in bronzo, mentre il resto del presbiterio è abbellito da pregiati marmi provenienti dall'Italia e da diversi paesi del mondo (decorato da artistici marmi come il giallo di Siena, l'Alicante di Spagna, l'onice dorato, il marmolit tedesco). A destra dell'altare centrale, per chi guarda, è stata posta un'artistica statua di San Giuseppe (Patrono di Gimigliano) di scuola napoletana e risalente al 1727, realizzata dal prof. Giacomo Colombo. Il resto del tempio è decorato in stucco algantico.
La chiesa madre: prende il nome dal villaggio sorto sulla collina SS. Salvatore che attualmente è riferibile al centro storico di Gimigliano Superiore e la sua struttura originaria risale all'anno Mille. Il primo ampliamento significativo fu realizzato nei primi anni del XVIII secolo, attraverso l'annessione della chiesetta di S. Giuseppe.Ma, come in tutta la Calabria, il sacro edificio subì gravissimi danni in seguito al terremoto del 1783. La ricostruzione iniziò praticamente negli anni successivi e l'attuale impianto, di tipo basilicale a tre navate, risale pertanto al 1796. La facciata esterna della chiesa, in stile rinascimentale, fu completata nel 1912 : in essa spiccano le bellissime colonne monoliti in marmo rosa di Gimigliano e i portali dei finestroni e delle porte in marmo verde, sempre di Gimigliano (la lavorazione dei marmi fu fatta sul posto da artisti gimiglianesi). La navata centrale è caratterizzata dalla "volta a cassettoni" (una delle poche esistenti in Calabria) in cui domina un grande affresco che riproduce (in fedelissima copia) l'Assunta del Tiziano, opera del prof. Diego Grillo da Pizzo Calabro e risalente al 1932. Sui pilastri di notevole interesse è la decorazione in oro zecchino intorno alle effigi di angeli. Questi lavori furono eseguiti durante l'arcipretura di mons. Nicola Canino. Nell'abside è incorporato un grande tempio (lavorato finissimamente con marmo Breccia-Portasanta, retropilastri in travertino, marmo bianco di Carrara, rosa e verde di Gimigliano) che racchiude il venerato quadro della Madonna di Porto. Il lavoro del trono, inaugurato il 27 maggio 1939 e realizzato nel corso dell'attività pastorale di mons. Giuseppe Pullano, fu curato dalla Ditta Tagliamone di Catanzaro su disegno dell'ing. Rosario Mastroianni. Nel fregio della trabeazione del tempietto è scolpita l'invocazione "Ave Maria", mentre incisa in una lapide di marmo bianco, situata al basamento del trono si legge la dedica dettata da mons. Pullano: "Deiparae Virgini Costantinopolitanae". Le navate laterali sono in stile rinascimentale e il loro restauro fu anch'esso realizzato da Mons. Pullano. I soffitti e gli archi sono decorati con cassettoni rinascimento di grande effetto. Nel centro di ciascun soffitto (sei) spicca un ricca cornice circolare che racchiude un quadro in pittura realizzato da prof. Diego Grillo. Le nicchie, sottostanti agli archi, sono comprese sotto artistici tronetti con timpani arcuati ed acuti e con trabeazioni d'ordine corinzio, sorrette da snelle colonnine con capitelli anch'essi corinzi. Tutte le decorazioni, eseguite in stucco, furono curate dall'architetto Giuseppe Carnà da Stignano. Gli altari della navata sinistra sono dedicati a San Giovanni Battista, Sant'Antonio da Padova e alla Madonna delle Grazie. Gli altari della navata destra sono, invece, dedicati a San Francesco da Paola, San Biagio e al Sacro Cuore di Gesù. Sull'altare della cappella a destra dell'abside è presente un artistico tronetto in onore di San Giuseppe, patrono di Gimigliano, mentre a sinistra dell'abside è presente una suggestiva rappresentazione del Golgota realizzata su roccia naturale: al centro della scena domina un artistico Crocefisso, a sinistra di chi guarda le statue di Maria Addolorata e di Maria Maddalena, mentre a destra sono state poste le statue di San Giovanni Apostolo e della Veronica.


Frazioni: Cavorà, Tre Arie Corbino, Madonna di Porto, Umbri, Canne, Cuturelle

Patrono: San Giuseppe che si festeggia il 19 marzo

Sito istituzionale: http://www.comune.gimigliano.cz.it/

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