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Taverna è un comune italiano di 2.697 abitanti della provincia di Catanzaro. Taverna vede la sua origine nella mitica polis greca Treis-Chenè, fondata da coloni provenienti dalla Grecia in prossimità del mare Ionio. Si pensa che la città venne distrutta nel X secolo, nel corso di incursioni saracene che spinsero le popolazioni a ritirarsi nell'entroterra, in villaggi più riparati, sulle montagne. Sono ancora visibili i resti di un castello, di una torretta d'avvistamento e della cattedrale, sul monte Paramite di Taverna Vecchia, antica sede dell'Episcopio spostato da Callisto Papa II nel 1122, a Catanzaro. Avvenne una seconda distruzione di Taverna a causa delle guerre feudali nel 1160 e le lotte tra Aragonesi e Angioini nel 1459 che costrinse la popolazione a trasferirsi nel vicino Casale di Bompignano, qui la città dimorò in maniera stabile, definendo un vasto e ricco territorio che favori la formazione di un governo politico autonomo, gestito da famiglie nobili del luogo, attraverso l'elezione di un Sedile Patrizio e la presenza di svariati Ordini Monastici. Questo piccolo rinascimento favorì un grande sviluppo economico e sociale ed un vivace ambiente culturale, attivo per tutto il secolo XVI e XVII, ma che scemò agli inizi dell'Ottocento. Nel corso del XIX secolo, i le alternanze politiche succedutesi alla Repubblica Partenopea, all'insediamento nella città dei Francesi, ai moti Risorgimentali, al brigantaggio, fino all'Unità d'Italia, causarono la perdita dell'autonomia amministrativa e la fuga da Taverna delle famiglie gentilizie e degli Ordini monastici. "Con gli anni oscuri della prima metà del nostro secolo, drammaticamente segnati dai conflitti bellici, dalla povertà e dalle dissanguanti emigrazioni, la più alta identità storica e culturale della città sarà dispersa in mille rivoli da distruzioni, saccheggi, demolizioni e furti. I frammenti giunti fino a noi, sospinti e irretiti dall'ultima fagocitante evoluzione, stentano ancora ad essere riconosciuti come le vere pietre miliari, necessarie alla costruzione futura di Taverna."

Punti d'interesse:

Chiesa di Santa Barbara: la prima costruzione della chiesa risale al 1427, ad opera dei frati francescani, proprio nel periodo in cui si stava organizzando l'esodo da Taberna nella nuova città. Nel 1438, Papa Eugenio IV attribuisce alla chiesa di Santa Barbara il titolo di Chiesa Arcipretale. Alfonso Vincenzo Poerio, nel 1651, fonda l'altare padronale della Purificazione. Nel 1655, Don Francesco Cirillo dà il via alla costruzione dell'altare di Santa Maria del Loreto e Marcello Anania invia da Roma delle reliquie da conservare all'interno della chiesa. Nel 1691, ai lati della navata troviamo sei altari oltre quelli già citati e sono:
l'altare del Santissimo Crocifisso, fondato da Agostino Cristiano;
l'altare del Santissimo Salvatore;
l'altare di San Francesco Saverio;
l'altare dell'Ascensione, fondato da Don Paolo Ricca;
l'altare dell'Assunta, fondato da Prudenza Marzotto;
l'altare della Madonna dell'Arco, fondato da Giovanni Parrello.
Nel 1783, dopo il terremoto, la chiesa subì gravi danni e fu soggetta ad una serie di lavori di consolidamento e, successivamente, fu arricchita con varie opere tra cui il Crocifisso Ligneo e la Pala della Madonna delle Grazie di Fabrizio Santafede. Nella seconda metà dell'Ottocento venne trasferito temporaneamente dalla chiesa padronale di San Giovanni Battista il dipinto denominato Il battesimo di Cristo di Mattia Preti, che trovò collocazione su un pilastro della navata. Nel 1970, subito dopo il furto avvenuto nella chiesa di San Domenico, seguì quello del dipinto Cristo Fulminante esposto temporaneamente in Santa Barbara. Nel 1988 la maggior parte delle opere fu recuperata e nuovamente esposta sugli altari originari.
Museo civico:fondato nel 1464, è diviso in due settori:
- Settore A: formato da 10 sale espositive. Importanti sono le sale dedicate ai secoli XVII – XIX, ove si possono ammirare opere di Mattia Preti (terza sala) e Gregorio Preti (sala ‘ Gregorio Preti’).
- Settore B: formato da 5 sale espositive dedicate at XX secolo ed all’arte contemporanea. La prima sala chiamata ‘Umberto Bocciano’ ospita le opere di artisti calabresi impegnati nella ricerca visiva del Novecento.
Seguono la sala ‘Mail Art’ dedicata ad Angelo e Carmelo Savelli, la sala dei disegni e delle stampe e la sala mostre ‘Alfonso Frangipane’. All’ interno di due vani si trovano i resti di un laboratorio dei frati.il Museo Civico, risponde all'intento di diffondere i preziosi valori creativi dell'arte e della poesia universale del nostro tempo; realizzando in tal modo, un progetto di divulgazione culturale molto qualificante per la Città e per il territorio presilano, favorendo quel particolare contatto conoscitivo tra l'artista, il poeta ed il fruitore che, spesso, non ha la possibilità di avvenire altrimenti. Il Museo all'aperto e le Strade della poesia di Taverna, rappresentano una felice conferma per continuare sulla via intrapresa di valorizzazione e conoscenza dell'arte e della poesia, non sempre sufficientemente comprese nei contenuti e nei messaggi che veicolano e che ne caratterizzano l'esistenza. Le molteplici valenze di questo progetto, fondamentalmente sostenuto dall'Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, possono tuttavia raggiungere numerosi e vitali obiettivi di crescita sociale, culturale ed economica del luogo, la cui notorietà è soprattutto legata all'opera del grande Mattia Preti, per il quale, i tanti artisti di oggi presenti a Taverna, hanno saputo cogliere nel loro lavoro, il segno di un'ideale continuità. 
Chiesa di San Nicola: costruita nella prima metà del quattrocento, venne dichiarata parrocchiale nel 1438 da Papa Eugenio IV che ne sancì l'indipendenza dalle altre quattro parrocchie. Nel XVII sec. la famiglia Poerio commissionò al Preti la pala per l'altare padronale, raffigurante la Madonna della Purità. Nel 1690 venne collocato sull'altare maggiore il busto ligneo di S. Nicola di Bari. Il terremoto del 1783 provoca il parziale crollo dell'edificio che porta nel 1813 a spostare la sede parrocchiale nella vicina S. Domenico. Il lavori di restauro iniziano tra il 1837 e il 1842. In questi anni vengono costruiti l'altare di S. Nicola e quello laterale della Purità.
Chiesa di San Domenico: nella riorganizzazione di Taverna nel XV sec. si colloca la fondazione del Cenobio dei Padri Domenicani. Nel 1748 Innocenzo VIII unì al convento dei Domenicani l'Hospitale di Taverna, sede dell'Amministrazione cittadina. Nello stesso anno all'interno della chiesa veniva eretta la Cappella dedicata al patrono S. Sebastiano Martire. La prima costruzione della chiesa, edificata in tufo, subì gravi danni a seguito del terremoto del 1662. La chiesa fu successivamente ricostruita e i lavori furono ultimati nel 1680. Nel 1861 ‘l'Università cittadina’ stipulò la progettazione di un nuovo altare di S. Sebastiano, ed a proprie spese fece venire da Malta il quadro del glorioso Martire, dipinto dal celebre Cavalier Mattia Preti. Il 1 aprile del 1682 la famiglia Poerio contattò per la costruzione dell'altare dell SS. Crocifisso. Undici anni dopo venne terminato il ciclo degli affreschi raffiguranti le Storie della vita di S. Domenico Tra il 1794 e il 1795 iniziarono i lavori di riedificazione del campanile e in quegli stessi anni, dall'Oratorio di S. Maria della Pietà, venne trasferito il gruppo marmoreo raffigurante la Madonna col Cristo Morto, assieme ad altri arredi della chiesa. Agli inizi del XIX secolo, durante il dominio francese, il convento dei Domenicani viene soppresso per essere poi ricostituito nel 1820. Nel 1861, un vero assedio da parte di circa 200 briganti, costrinse gran parte della popolazione a rifugiarsi nella chiesa di S. Domenico, fino all'arrivo delle Guardie Regie. In questa circostanza, a causa di un incendio, viene perduto l'intero archivio della chiesa e la preziosa biblioteca dei Domenicani. Negli oscuri anni della guerra e della difficile ricostruzione, non si hanno notizie storiche rilevanti riguradanti la chiesa di S. Domenico, fino al saccheggio della notte del 26 febbraio del 1970, quando vengono rubati dagli altari, dipinti di Mattia Preti, del fratello Gregorio ed altri attribuiti ad ignoti autori. A seguito del furto si decide la chiusura della chiesa ed il trasferimento in altre sedi del restante patrimonio artistico. Le opere trafugate furono poi recuperate tra il 1972-73, ed in questi stessi anni viene avviato un nuovo progetto di recupero dell'intero edificio Domenicano.
Museo all’aperto: l'Amministrazione Comunale di Taverna, con la programmazione del M.A.C.A.T Museo d'Arte Contemporanea all'Aperto, ha inteso realizzare spazi di fruibilità permanente nelle piazze e nelle vie del centro urbano, destinati ad accogliere le opere di artisti e poeti che hanno segnato un nuovo percorso nella storia culturale contemporanea. In quest'ottica, la nuova azione del
Chiesa di Santa Caterina costruita assieme al monastero nella prima metà del XV sec. come oratorio di terziarie francescane. Venne danneggiata col terremoto del 1783 che però risparmiò l'arredo interno della chiesa. Nel 1813 l'edificio risulta chiuso a causa della soppressione del monastero restando in condizioni di abbandono per tutto il secolo. Nel dopoguerra e nei primi anni 60 vengono operati all'interno della chiesa i primi lavori di ristrutturazione. Da notare la distruzione del campanile ottagonale, unica testimonianza dell'originaria tipologia architettonica della chiesa.
Chiesa di Santa Maria del Soccorso: non si hanno notizie storiche sulla data di costruzione del piccolo edificio che probabilmente dovette nascere come Oratorio filiale della vicina parrocchia di San Martino. Al suo interno si conservano l'altare con la statua della Madonna del nicchio e un altro altare con il quadro di S. Anna. Nel 1813 la chiesa risulta lesionata e molto degradata. Questa condizione di degrado si protrae per tutto il secolo fino agli anni del dopoguerra. Il primo progetto di ristrutturazione strutturale risale agli anni 60, progetto che ha in gran parte cancellato gli stilemi originari della prima costruzione.
Chiesa di San Martino: l'anno preciso della costruzione della chiesa non si conosce, ma da documenti si pensa possa risalire alla prima metà del quattrocento. Il 18 aprile del 1638, una icona raffigurante la Madonna col Bambino, tenuta in casa di un parrocchiano, manifesta segni miracolosi e viene portata nella chiesa di S. Martino. I segni miracolosi dell'icona destano forte impressione tra la gente di Taverna e dei borghi vicini. Tutto ciò porta alla ricostruzione di S. Martino dove il 20 maggio del 1653 viene letto un decreto che dichiara veri i miracoli dell'icona. Nel 1699 vengono terminati i lavori di ristrutturazione della chiesa, poi, per tutto il secolo successivo, non si riscontrano notizie storiche rilevanti. Nel 1911, il parroco Cosentino, per sua devozione, fa costruire il nuovo altare maggiore, cercando di riparare al grave stato di abbandono della chiesa. Negli anni 60 l'edificio venne chiuso al culto dopo un inutile intervento architettonico di restauro. Nel 1989 gli arredi e le altre opere d'arte della chiesa, scampati ai saccheggi, vengono trasferiti nella parrocchia di Santa Barbara. Bisogna aspettare il 1992 per dare inizio a lavori di restauro che portarono la riapertura della chiesa e restituiscono ai tavernesi uno dei suoi più importanti monumenti.
Chiesa di Santa Maria Maggiore: storicamente classificata come la più antica chiesa di Taverna, la sua fondazione coincide con il trasferimento della popolazione dalla distrutta città medievale al Casale di Bompignano, durante la prima metà del XV sec. Nel 1477 gli viene assegnata, dal vescovo di Catanzaro, il titolo di ‘Collegiata’. Nel 1668 la famiglia Scarnati fonda una Cappella Padronale dedicata a S. Leonardo, mentre nel 1684 viene fondata la Cappella Padronale dell'Angelo Custode da parte della famiglia Carafa. Nella seconda metà del settecento viene chiamato a lavorare nella chiesa il pittore Cristoforo Santanna che accompagnato da buoni aiuti della bottega di Rende, decora l'intero soffitto ligneo della navata centrale. Nel 1783 la chiesa subì gravi danni a seguito del terremoto cosicchè nel 1789 viene redatta una relazione per l'appalto dei lavori di restauro della chiesa. L'ottocento è un secolo di decadimento e abbandono che interessa quasi tutti gli edifici sacri del paese. Bisogna aspettare il 1958 affinché vengono ultimati i lavori di ricostruzione della chiesa che tra l'altro cancellano, più del disastroso alluvione del 1954, tutti gli stilemi dell'architettura originaria, distruggono l'antico arredo dell'interno che viene sostituito da una sommaria cementificazione rivestita da materiali edili.


Frazioni: Villaggio Mancuso, Villaggio Racise, Monaco.

Patrono: San Sebastiano che si festeggia il 20 Gennaio.

Sito istituzionale: www.comune.taverna.cz.

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