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Soveria Mannelli è un comune italiano di 3.179 abitanti della provincia di Catanzaro. La sua fondazione risale al XVIII secolo. Il toponimo è composto dal cognome Mannelli (derivante probabilmente da EMMANUEL o dal greco “mantèlios”, ‘fazzoletto’) e da Soverìa, nome locale che ha tratto origine da “sorbo”, attraverso la forma greca “sourbìa”, o dal termine calabrese “suveru”, ‘sughero’, con l’aggiunta del suffisso -ìa, indicante un collettivo ‘sughereto’. Casale di Scigliano, ne condivise le sorti, venendo in seguito infeudata ai cosentini Passalacqua. Col nuovo assetto amministrativo dato dai francesi al regno di Napoli, all’inizio del 1800, fu inclusa dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Rogliano e poi tra i comuni del circondario di Scigliano. I Borboni la trasferirono dalla provincia di Cosenza a quella di Catanzaro, assegnandola al circondario di Serrastretta. Attivamente impegnata nelle lotte per l’indipendenza fin dal principio del XIX secolo, quando proprio i soveritani diedero l’avvio ai moti insurrezionali della Calabria contro l’egemonia napoleonica, nel 1860 fu teatro della vittoria riportata da Garibaldi sulle truppe borboniche, comandate dal generale Ghio. Nella zona, dotata di particolare rilevanza strategica, posta com’è tra la Sila e le montagne del Reventino, si erano già svolti altri importanti fatti d’arme, come gli scontri tra Pirro e i mamertini, nel III secolo a.C., tra il normanno Tancredi ed Enrico VI di Svevia, sul finire del 1100, tra i francesi e gli insorti calabresi. Tra i monumenti spiccano: la parrocchiale di S. Giovanni Battista, con un pregevole altare, in marmi policromi, proveniente dal monastero di Santa Maria di Corazzo; la stele commemorativa della resa dei soldati borbonici ai garibaldini; la lapide a ricordo dei moti dell’inizio del 1800; il monumento ai caduti di guerra.


Punti d'interesse:

Chiesa di San Giovanni Battista:
fu edificata nel 1668 come cappella della famiglia Passalacqua.
In seguito agli ingenti danni causati dal terremoto del 1783, venne ricostruita e ampliata tra il 1804 e il 1812 con l'aggiunta delle navate laterali e di un campanile a pianta quadrata sormontato da una cupola. Prezioso all'interno è l'altare maggiore in marmi policromi attribuito a Cosimo Fanzago e proveniente dalla distrutta abbazia di S. Maria Maggiore di Corazzo (monastero cistercense fondato da Gioacchino da Fiore). L'altare, sul quale si nota una nicchia che ospita una statua del Cristo scolpita a tutto tondo, è stato dichiarato monumento nazionale nel 1910. La parte anteriore è chiusa da una balaustra con cancelletto bronzeo. Nella chiesa sono anche custoditi: un'antica acquasantiera in pietra verde con tasselli di marmi policromi (opera di maestranze locali) e un busto ligneo di San Giovanni (metà XVIII secolo).
Chiesa di San Michele Arcangelo: fondata nella frazione San Tommaso intorno alla seconda metà del XVIII secolo, ha una struttura a croce latina con tre navate. Nella facciata principale si aprono tre portali, quello centrale ha un arco a tutto sesto. L'interno è caratterizzato da una serie di dipinti murali dei pittori pizzitani Grillo e Zimatore. La navata centrale termina con un'abside che ospita un monumentale altare in stucco. Nella cappella Cimino si può ammirare un piccolo altare marmoreo proveniente dall'abbazia di Corazzo. Tra le opere presenti nella chiesa ci sono alcune statue lignee del'700.
Chiesa della Madonna degli Abbandonati: in questa chiesa (nell'omonima località), della fine del XIX secolo, è custodito un dipinto su zinco raffigurante la Vergine con due peccatori genuflessi in atto di preghiera. Si tramanda che questa tela sia stata trovata per caso tra i rovi e pare che a questo episodio sia da collegare l'intitolazione della chiesa.
Monumento a Garibaldi: è una colonna in marmo bianco di Carrara eretta in Piazza dei Mille dall'Amministrazione provinciale di Catanzaro nel 1888. L'obelisco ricorda la resa dell'esercito borbonico, guidato dal generale Ghio, alle truppe garibaldine. Sul monumento sono state scolpite le parole con le quali Garibaldi annunciò l'avvenimento: ‘Dite al mondo che alla testa dei miei bravi calabresi ho disarmato dodicimila soldati borbonici al comando del generale Ghio’.
Lapide sulla fontana dei Francesi: ricorda la rivolta popolare del 22 marzo 1806 contro il presidio francese. Pare che il pretesto sia stato offerto dall'affronto di un ufficiale a una giovane sposa. Durante gli scontri gli stranieri incendiarono parte del rione Mannelli.
Palazzo Passalacqua: fu costruito nel 1668 nella località Monticello dalla famiglia Passalacqua. Passò poi al barone Torquato Scaglione, titolare del feudo Pittarella. L'edificio, nella parte posteriore, è caratterizzato da un'ampia terrazza panoramica che poggia su un porticato a cinque archi.
Palazzo Cimino: caratteristico palazzo d'epoca con cortile interno lastricato. Appartiene alla famiglia Cimino, la più grande proprietaria di terreni della zona.
Casa Sirianni: in questa casa ha pernottato Garibaldi la notte del 31 agosto 1860. Lo ricorda una lapide collocata il 30 agosto 1960 sulla facciata in occasione del centenario dell'impresa riuscita a Soveria Mannelli.
La Memoria del futuro (Fabrizio Plessi): installazione del maestro Fabrizio Plessi inaugurata nel corso dei festeggiamenti per il bicentenario del comune. L'opera conosciuta anche come casa cadente si trova in Piazza Bonini ed è stata realizzata contestualmente all'ampliamento della piazza.
Pinacoteca comunale: le stanze del Palazzo Comunale sono state arricchite e valorizzate negli anni con una serie di opere d'arte, fino a diventare una vera e propria pinacoteca. Al piano terra di Palazzo Cimino trovano collocazione una grande installazione di Mimmo Rotella, dedicata alle vittime dell'11 settembre, e un'opera del pittore Aldo Turchiaro. Nella stanza del sindaco si trova Una Piega Rossa per Edipo di Cesare Berlingieri. La Sala Consiliare è stata interamente affrescata da Dolores Puthod, una delle maggiori pittrici contemporanee, che ha intitolato la propria opera Libertà vò cercando. In onore della Puthod, la Sala è stata denominata Sala della Libertà.


Frazioni: Colla, Pirillo, San Tommaso, Celifetto, Santa Margherita.

Patrono: San Giovanni Battisti che si festeggia il 24 Giugno.

Sito istituzionale: www.soveria.it.

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