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Serrastretta è un comune italiano di 3.273 abitanti della provincia di Catanzaro. Fu fondata nel 1383 da alcuni cittadini di Scigliano (CS) che, per sfuggire alle persecuzioni del feudatario del paese trovarono rifugio in questo luogo ameno e lussureggiante di vegetazione. Fin dall'origine fu aggregata come "Casale" all'Università di Feroleto Antico; nel 1595 la Regia Corte della Calabria Ultra, a seguito di un censimento, elevò il paese ad Università (oggi Comune). Nei secoli XV° e XVI° fu sotto la dominazione dei duchi Caracciolo, poi nel XVII° secolo passò sotto il dominio dei conti d'Aquino e, in seguito, sotto il Regno di Napoli. Durante questo lungo arco di tempo il paese dovette affrontare una serie di processi giudiziari, prima contro i feudatari e poi contro la vicina Università di Feroleto Antico, che si trascinarono per secoli e si conclusero nel 1930 con l'assegnazione di una parte del bene demaniale "Bosco Montagna" al comune di Feroleto Antico. Il 20 marzo 1807 la sede del Giudice di Pace fu trasferita da Feroleto Antico a Serrastretta; poi fu trasformata nel 1862 in Pretura. Tra la fine dell'ottocento e il primo ventennio del '900 furono costituiti in Serrastretta e nelle frazioni alcuni sodalizi, in particolare: nel 1872 "La Società Operaia Unione del Lavoro"; nel 1893 "La Società Agricola"; nel 1907 "La Federazione Calabrese dei Diritti e dei Doveri"; nel 1907 furono costituite due "Cooperative dei Sediari"; nel 1905 ad Angoli e Migliuso "La Società di Mutuo Soccorso Principe Umberto"; in Accaria nel 1912 "La Società Agricola Operaia Giuseppe Garibaldi"; nel 1913 a San Michele "La Società di Mutuo Soccorso - La Libia". Nel 1908, su iniziativa del Dr.Ernesto Puteri e di altri soci, fu costituita la S.I.E.S. (Società idro-elettrica Serrastretta), che fu tra le prime Società del Meridione d'Italia ad erogare, sia pure in una zona limitata, la corrente elettrica. Fu costruito un invaso d'acqua, che a valle azionava una turbina idroelettrica, sufficiente ad erogare corrente elettrica a tutto l'abitato di Serrastretta e ad azionare anche un mulino elettrico. Con decreto di Giuseppe Bonaparte il 19 gennaio 1807 Serrastretta fu elevata a sede circoscrizionale dei Governi del Regno, poi confermata ed ampliata con Regio Decreto nel 1816 di Re Ferdinando di Borbone e dalla successiva ristrutturazione operata nel 1860 dopo l'Unità d'Italia.


Punti d'interesse:

Chiesa Matrice: Ha subito nei secoli notevoli rifacimenti e trasformazioni che hanno cancellato l’impostazione originaria rivolta con la facciata ad oriente. Attualmente è rivolta a mezzogiorno, con una struttura a croce latina e in stile tardo-barocco. Il portale d’ingresso è in pietra ed è stato sicuramente scolpito da maestranze locali con motivi secenteschi a foglie d’acanto. All’interno è custodito un fonte battesimale in travertino color verde scuro, databile ai primi anni del ‘600 e forse proveniente dall’abbazia di Corazzo. Vi si conservano alcune belle tele ottocentesche come quella di San Giuseppe e quella dell’altare della Vergine del Carmine o del Purgatorio. La pala d’altare raffigurante la Vergine del Soccorso sotto la Santissima Trinità fra i Santi Pietro e Giovanni Battista, è firmata dal noto pittore Carmelo Zimatore e allievi e risale al 1904. Anche le due grandi tele che l’affiancano sono dello stesso autore e della sua scuola e raffigurano L’Ultima Cena e L’Adorazione dei Magi. La volta è interamente affrescata con scene del Nuovo e dell’Antico Testamento; le lunette sopra i grandi finestroni racchiudono Profeti, Padri e Dottori della Chiesa: Re Davide, Elia, San Tommaso d’Aquino, San Bernardo da Chiaravalle, San Girolamo e altri non facilmente identificabili e richiamano vagamente le posizioni delle famose Sibille michelangiolesche della cappella Sistina. Nelle lunette più piccole che sono tra la volta e le lunette, sono raffigurati dei putti che reggono fra le mani vari oggetti simboleggianti alcune invocazioni delle Litanie Lauretane. Notevole è anche il quadro dell’Annunciazione, precedentemente collocato come pala d’altare nella chiesa dell’Annunziata, ed attribuibile ad un seguace di Mattia Preti. Fra le statue sono degne di nota quella di San Giuseppe, dell’ Addolorata (proveniente dalla scomparsa chiesa rurale dell’Addolorata) e soprattutto quella dell’Immacolata che può essere definita un vero e proprio gioiello dell’arte statuaria barocca. Fino ai primi anni del ‘900 tale statua era conservata in una cappellina in stile rococò con altare privilegiato distrutta per far spazio all’attuale casa canonica. La statua della Vergine del Soccorso protettrice e titolare della Chiesa invece, è in carta pesta, di scuola napoletana e di sicuro non facente parte dei beni provenienti dal vicino monastero di Corazzo, come invece vuole la leggenda, in quanto è una tipica statua processionale non in uso nelle chiese dei conventi e dei monasteri. Inoltre si presume che la scelta del vile materiale sia stata dettata soprattutto dalle condizioni geografiche del paese che avrebbero reso faticose, se non addirittura impossibili, le tre processioni annuali che all’epoca si facevano della protettrice, nel caso in cui la statua fosse stata in legno.
Sul presbiterio colpisce il grandioso coro settecentesco, interamente intagliato a mano da Francesco Maria Scalise soprannominato ‘Michelangelo’ per la sua bravura. Anche il Confessionale è dello stesso periodo ed autore. Inoltre, fino agli anni Cinquanta, si potevano ammirare anche i superbi intagli degli armadi della sacrestia, ora andati persi.La Chiesa è inoltre arricchita da un notevole arredo sacro in argento tutto di manifattura napoletana del Settecento (pregevole è l’Ostensorio ispirato ai famosi candelabri della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli). Infine da non trascurare è un solenne e barocco baldacchino in broccato rosso e faglia d’oro di manifattura catanzarese. Le tre porte esterne della chiesa, opera in bronzo del prof. G. Farina costruite nel 1987, presentano pannelli decorativi sovrapposti, di pregevole fattura artistica che riproducono alcune scene sacre insieme con altre che raffigurano scene, usi e leggende del popolo serrastrettese.
Museo della Civiltà Contadina: visitando questo museo affiora la genuinità e la povertà del mondo contadino che raffigura la vita di tutti i giorni, nei campi, nella bottega, nella famiglia. Il Museo rappresenta uno dei pochi momenti di collegamento tra cultura popolare moderna, la civiltà artigianale e contadina che, se pur vicina a noi, è quasi del tutto scomparsa. L’utilità didattica di questo Museo è nella disponibilità a recepire ogni comportamento di vita che fu degli abitanti dei paesi e delle campagne di Calabria. L’esposizione raccoglie attrezzi da lavoro, dell’artigianato e di uso quotidiano della civiltà contadina. Di particolare interesse un orologio di fine ‘800, costruito da un artigiano del posto. 


Frazioni:
Accaria, Angoli, Cancello, Forestella,Scarpelli Migliuso, Nocelle, Polidonti, San Michele, Viterale.

Patrono: San Gaetano che si festeggia il7 Agosto.

Sito istituzionale: www.comune.serrastretta.cz.it

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