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Nocera Terinese è un comune italiano di 4.817 abitanti della provincia di Catanzaro. Le origini storiche sono antichissime, le si fanno risalire al periodo preistorico.
Dagli scavi effettuati da Paolo Orsi nel 1913/4, nella zona tuttora chiamata “Grotticella”, vennero alla luce numerosi strumenti di pietra levigata, accette di pietra verdastra, altre pietre affilate, di forma triangolare da servire quali armi da offesa e come strumento da lavoro (età neolitica). In seguito fu colonia Magno-Greca (Nucrinon – Temesa – Terina?). Dopo la battaglia di canne(216 a. C.) fu distrutta da Annibale; passò poi sotto il dominio romano e, nel 960, fu distrutta completamente dai Saraceni.
I superstiti ripararono in luoghi nascosto, non lontano dal mare, tra il monte Eliceto e il Destro, alla confluenza dei due fiumi Grande e Rivale. Sorse come “Castrum” e, aumentando di popolazione, divenne “Oppidum”; il nucleo primitivo si insedio in località “Timpone Motta”.
Il primo ricordo scritto della città “ Nucera” risale al 1240 in un documento di Federico II d’Hohenstaufen.
Nocera subì la dominazione normanna, la spagnola ed in seguito quella francese, la restaurazione borbonica contribuì alla nascita, intorno al 1846, di una associazione della Giovine Italia. La città ha da poco preso la denominazione attuale, veniva infatti indicata con il nome di “Nocera di Calabria”. 
Nel centro storico si possono ammirare: un arco medievale di stile Dorico in pietra tufacea, nel rione Motta, adiacente la chiesa S. Maria della Pietà (sec. XVI) ; il “Portale del Palazzo Procida” appartenente alla omonima famiglia estinta nel 1900 e risalente al XV° sec.; il ponte di collegamento tra il rione Motta ed il resto del centro storico (detto “La Ponta”); il Convento dei Padri Cappuccini; la Chiesa di S. Francesco; la chiesa di S. Maria della Pietà; la chiesa di S. Giovanni Battista, patrono della città; la chiesa della SS. Annunziata; la chiesa “Maria Regina della Famiglia”.


Punti d'interesse:

Chiesa di Santa Maria: Un’antica tradizione vuole che esistesse un Tempio pagano dedicato a Bacco. Esso fu trasformato in oratorio cristiano e dedicato alla Vergine; sarebbe,quindi, la più antica chiesa di Nocera, come appare dallo stesso titolo, Santa Maria, titolo che richiama la più antica denominazione e invocazione cristiana della Vergine. Il portale di pietra tufacea secentesco è perfetto stile classico dorico (con paraste, architrave, triglifi e fregi). All’epoca del restauro avvenuto nel 1735, esistevano ancora alcuni frammenti di scultura sopra la porta e l’altare (formati da tralci di vite con foglie e frutti) di soggetto pagano, e sulla porta lignea, delle sculture col sole e col leone. Risulta dall’archivio della Chiesa Matrice la presenza di una congregazione sotto il titolo della Pietà (1735). La campana è stata fusa nei primi anni del XV secolo e reca la seguente iscrizione: O.D.D.D.D. VII. T. (1407). Nel 1903 fu restaurata a cura del parroco D. Francesco Adamo e fatta decorare dal pittore Zimatore di Pizzo.
Chiesa di San Giovanni Battista: Si ignora l’epoca della fondazione, ma la data di fusione di una delle campane (1300) con relativa iscrizione mista di parole greco-bizantine e latine Ci induce a pensare che la chiesa esistesse gi dal secolo precedente. Alla fine del XV secolo, in seguito alla costruzione della piazza antistante il sagrato, la chiesa sub un ampliamento, con parziale prolungamento della navata e con la costruzione delle due cappelle del Sacramento e del Rosario. Nel 1638, in seguito a danni riportati dal terremoto, l’edificio venne quasi completamente ricostruito; al campanile venne aggiunta una nuova campana fusa nel 1679. Dopo il terremoto del 1783, che danneggi la cappella del Sacramento e la volta della navata, il Tempio fu prolungato sin quasi lo spigolo del palazzo Amendola, presentando una facciata con un’architettura decorativa terminante a timpano cuspidato, con tre pennacchietti; sulla nuova facciata, adornata da affreschi di Santi, fu inserito il vecchio portale, del tardo rinascimento, sormontato dalla nicchia contenente la statua marmorea di San Giovanni Battista, proveniente dalla storica Abbazia di Santa Eufemia. L’interno decorato barocco, settecentesco, con volta a botte semplice, affrescata. A coronamento del Tempio, nel 1828, fu ultimata la cupola, che sovrasta il presbiterio, rivestite da grigiore colorate e alta 32 metri dal pavimento. In seguito al terremoto del 1905, che danneggi la chiesa e il campanile, l’arciprete Don Francesco Pontieri, nel 1907, con l’aiuto dei fedeli fece decorare la facciata da pittore Zimatore di Pizzo, rifare il campanile danneggiato e ricostruire il pavimento. Nel 1937, venne decorato l’interno del Tempio con l’applicazione di sovrastrutture barocche. Nella volta si rilevano alcuni affreschi di Scuola Calabrese del XVIII secolo. L’interno a unica navata terminante con l’abside; nel transetto si aprono due cappelle dedicate al Crocifisso e all’Addolorata. Nella navata si aprono sei cappelle: a sinistra quelle di San Francesco di Paola, della Madonna del Carmine e del SS. Sacramento; a destra quella di San Giuseppe, dell’Immacolata e del SS. Rosario. Nell’abside, al centro di un ricco fastigio architettonico marmoreo, preceduto dall’altare maggiore, si apre un’apposita nicchia ove si conserva la statua del Santo Patrono, ispirata ad una analoga statua della chiesa di San Giovanni di Castelveltrano, opera di A. Saggini. All’interno si conservano inoltre numerose ed antiche statue di pregio artistico, quali quelle di S. Caterina, S. Pietro, dell’Addolorata, e la statua di Maria SS.ma del Suffragio. Nella decorazione della chiesa assai sontuosa, si rilevano tre grandi dipinti, che rappresentano gli episodi pi importanti della vita del Battista, dovuti al pittore F. Colella di Nicastro, XIII secolo. Nella cappella del Sacramento, sull’apposito altare collocata una tela raffigurante l’Ultima Cena; l’opera del XIII secolo, dovuta al pittore Pascaletti; nella Cappella del Rosario si conserva un dipinto su tela, con l’effige della Vergine del Rosario, opera di probabile esecuzione di pittore napoletano del XVII secolo.
Chiesa dell’Annunziata: Probabilmente esisteva già sin da epoche antecedenti, quale oratorio ad uso della Confraternita della Ss. Annunziata, della quale si ha notizia nella metà del XVI sec.. La campana reca la seguente iscrizione A.D. 1628; nel 1669 fu costruito, a spese e cura della Confraternita, l’altare di marmo verde di Calabria, sul quale è collocata la nicchia contenente la Statua della Pietà, gruppo ligneo seicentesco, di bottega napoletana. Altra statua è quella dell’Annunciazione, fine XVIII sec., anch’essa di bottega napoletana. L’angelo è d’ispirazione della scuola del Sammartino. Nel 1913, in seguito all’ampliamento della strada principale dell’abitato, fu demolita la parte anteriore della chiesa con la scalinata. Ad opera del parroco D. Francesco Adamo, la chiesa fu completamente rifatta ed allungata dalla parte posteriore. I due affreschi sulla facciata (opera di Zimmatore e Grillo) raffigurano a sinistra la statua dell’Addolorata, e a destra dell’Annunciazione. Nel 1953 è stata portata a termine la facciata con scalinata e balaustra, tutto in travertino lavorato. La chiesa è a una navata, con cappellina a destra, ed è ricca di arredi sacri di pregio.
Convento dei Frati Cappuccini: Fondato nel 1581 da Silvio Ventura, nel luogo ove era un antico castello passato in sua proprietà. Sorge alla sommità della collinetta che domina il paese, a circa 320 metri di altitudine, di fronte, donde si ha la visione di un vasto e bel panorama. Il convento è ampio, con chiostro e ad un solo piano, ove erano i dormitori dei monaci, oltre ad una piccola cappella ed alla biblioteca. Nel 1720 vi erano 11 padri e 15 laici; il convento viveva di elemosine, ma nello stesso tempo distribuiva giornalmente una refezione calda ai poveri. Possedeva l’orto attiguo al convento e maiali pecore. Fu soppresso con decreto di Eugenio, principe di Carignano, il 17 febbraio 1871, insieme ad altri monasteri delle Due Sicilie. Il fabbricato e l’orto annesso rimasti al comune di Nocera vennero adibiti ad asilo di Mendicità. L’altare maggiore, con la sovrastante nicchia, che conteneva la statua lignea dell’Assunta, in legno, col ciborio arricchito di intarsi di madreperla, la statua lignea dell’Addolorata e i tre altari lignei, di stile barocco, con colonne tortili di bella fattura, vennero venduti a rigattieri da un parroco, eludendo l’intervento della popolazione. Negli anni cinquanta, i locali del convento sono stati adattati a Sede della Scuola di avviamento Professionale a tipo agrario.


Patrono: San Giovanni Battista che si festeggia il 24 Giugno.

Sito istituzionale:  www.comune.noceraterinese.cz.it/

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