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Montepaone è un comune di 4.802 abitanti della provincia di Catanzaro. S'affaccia sullo scenario limpido del mar Jonio tra Copanello e Soverato, è riconoscibile a distanza dai due campanili paralleli ed alti della Chiesa Parrocchiale. A circa 7 Km, verso il litorale ionico, si incontra la moderna e ridente Montepaone Lido. Il nome è un composto di monte e del termine latino pavo,-onis (pavone). Pavone o Paone potrebbe essere il cognome del proprietario del feudo oppure potrebbe riferirsi ai numerosi pavoni che vivevano sulla collina dove poi sorse il paese. Per gli storici calabresi Montepaone sorse sulle rovine dell'antica "Aurunco". Si narra che Montepaone sorgesse nell'odierna "contrada Runci", a metà strada tra Montepaone e Montepaone Lido; proprio qui si trovano degli antichi ruderi del monastero di San Nicola. Non si sa con certezza quale sia la data di fondazione di "Aurunco" ma si formulano alcune ipotesi, probabilmente vere, che vogliono "Aurunco" fondata dalla popolazione degli Aurunci Laziali arrivati fin qui e stanziatisi nella piana compresa tra Montepaone Lido e Pietragrande, accanto alla piana di Sajnaro o Sanguinario (confinante, a sud, con il torrente Beltrame). Qui si affrontarono, in una sanguinosa battaglia, Annibale e i consoli romani Marco Claudio Marcello e Tito Quinzio Crispino durante la seconda guerra punica. Lo storico Giovanni Domenico Tassone ci porta notizia di un documento nel quale si parla dei beni attribuiti alla Certosa di Serra San Bruno e afferma che: "Quel casale, ossia la terra di Monte Pavone, un tempo Arunco fu dato in successione e che in seguito gli abitanti si trasferirono in un luogo più elevato per difendersi dalle incursioni dei Turchi". Altre testimonianze ci vengono dalle scritture del poeta Giovanni Fiore che scrive: "Un uomo vecchio, qual vantava un'età d'anni cento fece una deposizione al Regio Fisco nella quale affermava che l'oggidì Monte Pavone fosse l'antico Arunco" Di Montepaone con il suo nome attuale si comincia ad avere notizia a partire dall'anno 1094 quando il conte Ruggero il Normanno cedette al monastero di Santo Stefano del Bosco tre villaggi: Arunco, l'odierno Montepaone, Montauro ed Olibano, l'odierna Gasperina. Da questo momento in poi si sentirà parlare sempre di Montepaone e non più di Aurunco o Monte Pavone. Interessante per determinare la veridicità della storia di Annibale, potrebbe essere il ritrovamento, nell'ottobre 1951 dopo un alluvione in una voragine apertasi nel letto del fiume Grizzo, una grande anfora d'argilla contenente un teschio umano appartenente ad un uomo importante ucciso in battaglia e decorato all'onore militare. Gli storici del periodo pensarono che il teschio fosse quello del console Marcello. Naturalmente è difficile stabilire quale sia la verità a tutti gli effetti; sappiamo però che i soldati romani chiamavano il fiume Grizzo "milites" (soldato) perché qui erano rimasti uccisi molti loro compagni, chissà se fra questi c'era anche il console Marcello. Montepaone Lido ancora oggi conserva, sulla ex SS. 106, la parte di una colonna che testimonia la battaglia avvenuta. Nel 1594 Montepaone, come Ardore e Bovalino, subì un'incursione da parte dei Saraceni di Sinan Bascià Cicala che, convertitosi all'Islam, sottopose a ferro e fuoco molti paesi sulla costa ionica. Si racconta che i Saraceni, oltre a commettere razzie e distruggere tutto, rubarono la campana della chiesa matrice, ma quando la nave salpò a poche centinaia di metri dalla riva affondò. Ricordati, non solo dai Montepaonesi, sono i terremoti del 5 novembre 1659 e del 5 e 7 febbraio 1783. Dopo entrambi i terremoti il paese ne uscì con gravi danni calcolati allora in 3000 ducati. Durante il terribile terremoto dell'otto marzo 1783 si verificò anche un maremoto, che durò tutta la notte, seguito da una scossa sentita su tutto il litorale; a Montepaone non ci furono nè vittime nè danni, pare che la popolazione avesse fatto voto alla Madonna Immacolata ed ancora oggi, l'otto marzo, si festeggia la Madre di Gesù Agli inizi del 1800 ci fu la breve parentesi della Repubblica Partenopea e Montepaone venne dichiarata Comune nel cantone di Catanzaro. A circa 7 Km, si incontra la moderna Montepaone Lido. Fino a circa trent'anni fa, questa, chiamata Muscettola, era una piccolissima frazione composta da una stazioncina delle FF.SS., un bar, un negozietto di generi alimentari, pochissime case ed una chiesetta fatta costruire nel 1928 da un possidente del luogo. Oggi, fornita di Ufficio Postale, Banca di Credito Cooperativo e Delegazione Municipale, è diventata un centro turistico dotato di valide attrezzature alberghiere e ricettive, dove nel periodo estivo, il mare limpido ed incontaminato, attira un gran numero di turisti italiani e stranieri.


Punti d'interesse:

Chiesa parrocchiale:
intitolata a Maria S.S. Immacolata, rifatta dopo il 1783, conserva una tela del 600, raffigurante la Madonna del Rosario attribuita ad Ippolito Borghese, arredi sacri ed ostensori in argento del settecento.
La Chiesa parrocchiale di nuova costruzione: è intitolata a San Giovanni Battista e la sua festa si celebra il 24 giugno.
Piazza Immacolata: rappresenta per Montepaone Centro il principale luogo d'incontro; a renderla particolarmente suggestiva e significativa c'è "L'Olmo", un albero che per i montepaonesi ha un enorme valenza storico-sociale: esso rappresenta L'Albero della Libertà, l'emblema del passaggio dalla tirannia alla presa di coscienza collettiva dei diritti civili; dalla sottomissione all'affermazione della volontà popolare e della libertà di pensiero. Fu piantato nel 1799 non solo in Piazza Immacolata ma anche in altre vie, a testimonianza dell'adesione della municipalità montepaonese alla Repubblica Partenopea. Per negligenza ed incuria degli altri esemplari oggi non c'è traccia. Come non vi è segno delle fontane in ghisa che rappresentavano, un tempo il punto d'incontro per le donne che vi andavano a riempire d'acqua le "brocche". Il 9 luglio 2008, a causa di una forte tempesta di vento, un grande ramo dell'Albero della Libertà di Montepaone si è spezzato: questo ha causato un immenso danno all'Olmo che sta ormai perdendo tutta la sua vitalità. Il 14 dicembre 2008, un'altra forte tempesta di vento ha quasi completamente distrutto la pianta.


Frazioni: Frabotto Mannesì, Montepaone Lido, Paparo, Sant'Angelo, Timponello.

Patrono: San Francesco da Paola festeggia la Prima Domenica di Agosto.

Sito istituzionale: montepaone.asmenet.it/

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