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Martirano Lombardo è un comune italiano di 1.196 abitanti della provincia di Catanzaro. Questo centro abitato é sorto dopo che il terremoto dell'8 settembre 1905, con una violenza dell'XI° grado della scala Mercalli aveva devastato l'antica Martirano, paese dalla storia bimillenaria che taluni hanno identificato con la gloriosa Mamerto di cui parla Strabone, Livio e Plutarco.Sul luogo del disastro accorsero autoritá civili e militari di ogni parte d'Italia che organizzarono i primi soccorsi alla cittadinanza sinistrata ed in preda al panico. A distanza di pochi giorni Martirano ebbe la visita del cardinale Gennaro Portanova ( arcivescovo di Reggio Calbria ) e quella del re d'Italia Vittorio Emanuele III°. Considerato il susseguirsi di questi tragici eventi il consiglio comunale pro-tempore, presieduto da don Lorenzo de' Medici, "deliberó la soppressione del paese stabilendo che il nuovo abitato sorgesse nella contrada Piano dell'Orvi presso le falde del monte Molinara"; cosí leggesi in una pregiata ricerca effettuata dal prof. Francesco Rocca pubblicata dalla Temese editrice nel 1989 dal titolo "Martirano Lombardo storia di una cittá nuova". Fu su questa premessa che il comitato milanese di Soccorso, presieduto dal senatore Ettore Ponti e costituito da autorevoli personalitá del mondo politico e tecnico della Lombardia, con grande spirito di solidarietá e di patriottismo e con una consistente donazione di fondi avvió la progettazione e la costruzione del nuovo centro urbano che poi in omaggio e per gratitudine alla generosa terra lombarda fu battezzato Martirano Lombardo. La data d'inaugurazione del nuovo paese oggi "ridente sul pendio", come canta il poeta martiranese Franco Berardelli, fu immortalata in una pergamena, firmata dalle Autorità presenti tra cui il ministro Lacava, opera del prof. Guido Tirozzo dell' Istituto tecnico di Catanzaro che cosí recita: La vetusta Martirano, abbattuta dal terremoto dell'8 settembre 1905, riedificata qui da un Comitato milanese, inaugurata solennemente oggi 23 ottobre 1907, risorge alla fede d'Italia ed alla fratellanza dei popoli. La tipologia delle case del nuovo abitato si uniformó ai criteri prestabiliti in un apposito piano regolatore che prevedeva una "muratura in pietrame rinforzata da una ossatura di legno e da catene di ferro" e inoltre l'uniforme collocazione dei fabbricati lungo linee simmetriche, a congrua distanza tra loro, dotati ciascuno di un comodo giardino e per quanto riguarda la tecnica di costruzione dei medesimi il piano s'ispiró ai criteri antisismici vigenti nel tempo. Costruito il nuovo agglomerato urbano molto rimase da fare per dotarlo di quelle strutture e di quei servizi che caratterizzano oggi l'assetto urbanistico di questa graziosa cittadina. Il trasferimento della sede municipale in Martirano Lombardo e la conseguente retrocessione di Martirano a frazione avvenne in seguito ad un atto deliberativo, superiormente approvato, del 29 maggio 1929 del commissario per la straordinaria amministrazione del Comune cav. Antonio Vecchio originario di Ioppolo. A Martirano Lombardo vengono riconosciute delle buone prospettive turistiche grazie al notevole patrimonio recettivo, di cui dispone, ai suoi soddisfacenti servizi, ai facili collegamenti col mare, con le montagne (Mancuso, Sila, Reventino) e coi paesi vicini ed infine per quella pace bucolica che si racchiude fra la terra quasi sempre ammantata di verde ed il suo cielo trasparente che é forse il piú grande dono di un paese montano per i ritmi frenetici e stressanti della vita odierna.

Punti d' interesse:

Palazzo Berardelli (Casa Medici):
immerso nel verde di un grande giardino, una volta curato e rigoglioso, si erge come un maniero, in prossimitá del viale Gaspare Colosimo, il palazzo Berardelli costruito negli anni immediatamente successivi al terremoto del 1905 e per essere piú espliciti ne fu posta la prima pietra il 22 ottobre 1907 alla presenza del prefetto di Catanzaro. I primi proprietari furono i fratelli Luigi e Francesco Berardelli quest'ultimo alto magistrato che aveva esercitato le sue funzioni fra l'altro quale presidente del tribunale di Palmi e poi di Cosenza. Passato per ereditá ai figli Michele, buonemerito amministratore per tanti anni di Martirano Lombardo e Giulio ,magistrato di cassazione, scrittore e padre del poeta Franco divenne punto d'incontro di uomini politici (l'On. Foderaro per alcuni anni sottosegretario al ministero dei trasporti aveva sposato Gina Berardelli figlia di Giulio), giuristi e scrittori e centro propiziatore delle vicende politiche e amministrative che caratterizzarono il primo cinquantennio di vita di Martirano Lombardo. In questo palazzo erano custoditi un tempo una pregevole biblioteca giuridica ed un pregevole museo con notevole assortimento di reperti archeologici, di quadri e di suppellettili reperiti da Don Giulio con la passione di un vero amatore d'arte, durante le missioni compiute all'estero quale consulenze di legislazione penitenziaria su incarico del governo italiano. Questo materiale di indiscusso valore storico é stato acquisito ed in parte trasferito altrove dagli ultimi eredi del palazzo. Chi frequentava a suo tempo la famiglia Berardelli e ricorda i fatti di questo palazzo non puó non provare oggi una certa amarezza davanti al suo silenzio ed al suo abbandono e non puó neanche dimenticare che in esso é cresciuto nella vita e nell'arte il poeta Franco Berardelli che ivi concepí la sua migliore poesia. Forse ancora fra le sue stanze vaga il suo spirito si agita il suo pensiero e vibra l'eco del suo canto di dolore e di morte. Sta al nuovo proprietario con opportuni restauri far rivivere il passato di un palazzo che ancora racconta la storia del paese e sta anche alla nuova amministrazione comunale che si accinge a governare il comune con ammirevole entusiasmo pubblicare per eterno le opere di questo poeta che ha tanto accresciuto e nobilitato l'immagine di Martirano Lombardo nel panorama culturale della nostra Regione. 
Viale dei Tigli: fra tutte le iniziative dell'ingegner Berardelli che per tanti anni é stato protagonista della vita politica e amministrativa di Martirano Lombardo quella di aver voluto e creato il viale dei tigli é stata senza dubbio una delle piú intelligenti e lungimiranti. Questa fila di piante di ottimo valore ornamentale, dalla chioma folta e rigogliosa oggi sono quasi il simbolo del paese fu messa a dimora nella parte medio-alta dell' abitato, allora poco edificata, nel 1930. Curato scrupolosamente nei primi anni di crescita il viale é stato adeguatamente valorizzato dalle successive amministrazioni con opere di consolidamento sul lato a valle, con una elegante pavimentazione del fondo stradale in piastrelle di porfido con una lunga balconata, opposta all'adiacente via Gaspare Colosimo. E' stata ricavata cosí una lunga e spaziosa terrazza da cui si domina un panorama di particolare bellezza; si puó ammirare infatti tutta la vallata del Savuto col corso sinuoso del fiume, una faziosa cerchia di paesi del cosentino ed in lontananza le cime della grande Sila e del piú vicino Reventino ove ancora riecheggia antiche favole di maghi e di briganti tante care alla fantasia popolare. Davanti agli occhi del visitatore si dispiega inoltre la parte centrale del paese attraversata da via Milano una delle principali arterie di questa cittadina ove sorge anche la rotonda con la vicina stele sormontata da una pregevole statua in marmo della Madonna eretta nell'anno 1965 quasi a protezione della nostra cittadina. Si affacciano sul viale alcuni dei migliori edifici del paese tra cui la chiesa del Sacro Cuore di Gesú aperta al culto nel 1937 e affidata alla cura di un giovane sacerdote del tempo, Don Filippo Pascuzzi, della vicina Soveria Mannelli. La parte terminale del viale assume le dimensioni di un parco con una comoda piazzetta adibita a pista da ballo nel corso delle vacanze estive e soprattutto durante le festivitá del Ferragosto. Inutile dire che il viale dei Tigli é il luogo preferito di ritrovo di gruppi di turisti, di coppie di innamorati, di allegre comitive di studenti, di artisti in cerca di ispirazioni e non ultimo di pensionati che, ormai fuori dal circuito lavorativo amano raccontare le vicende storiche del paese di cui non sono stati certamente testimoni indifferenti avendo contribuito con la nobiltá del proprio lavoro, spesso umile ma pur sempre importante, al progresso civile ed economico della cittadinanza.

Ed inoltre: 

- Palazzo Berardelli
- Casino De Gattis
- Villa Bonacci
- Casino d’Ippolito
- Mulino Alessi

Frazioni: Pietrebianche, San Nicola, Santa Croce Beratta

Patrono: Madonna del Carmelo che si festeggia il 16 Luglio.

Sito istituzionale: www.comune.martirano-lombardo.cz.it/ 

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