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Maida è un comune di 4.451 abitanti della provincia di Catanzaro. Il territorio di Maida fu abitato dai tempi più remoti. Lo testimoniano le numerose grotte presenti nella zona, certamente abitate in epoche lontanissime e alcuni reperti scoperti nel litorale. Dal II millennio a.C. in poi ci furono varie invasioni di popoli indoeuropei. Tra i tanti ricordiamo gli Enotri. Tra il VII e il VI secolo a.C. arrivarono i Greci, che, anche in questi luoghi, fondarono delle città. Alcuni scrittori (Vossio) sostengono che a Maida sorgesse l'antica Lametia, altri (Barrio) la identificano con Melania. In seguito troviamo i Romani, i Longobardi, i Bizantini (sotto i quali comincia a sorgere un borgo fortificato), gli Svevi, gli Angioini. Nel 1334 Roberto d'Angiò assegna il feudo di Maida a Goffredo Mazzano. Nel 1400 appare già padrone del feudo Gualtiero Caracciolo detto il Viola. E la famiglia Caracciolo sarà a lungo, tranne brevi pause, padrona del feudo. Nella metà del XV secolo arrivano dei coloni albanesi che daranno origine all'abitato di Vena di Maida. Nel 1496 sale sul trono napoletano Federico d'Aragona che conferma a Maida tutti i privilegi goduti precedentemente e ne elargisce dei nuovi. Tra questi: le prime cause dovevano aver luogo presso una corte locale, e senza una condanna della stessa, nessun cittadino poteva essere condotto altrove; nessun cittadino poteva essere obbligato ad effettuare dei lavori, a fare forniture di legna, erbe o altro, oppure montare di guardia senza " iusto pagamento" . I maidesi erano molto legati a questo re e diversi cittadini accorsero in sua difesa quando fu attaccato dal re di Francia e dagli spagnoli. Federico fu sconfitto e divenne viceré Consalvo di Cordova. Il periodo successivo fu difficile, caratterizzato da un'economia in crisi, diminuzione delle entrate e aumento delle tasse. A rendere la situazione più grave furono le incursioni saracene. Per proteggersi si costruirono lungo la costa numerose torri di avvistamento. Ci fu nel XVI secolo.un susseguirsi di feudatari tra cui i soliti Caracciolo, i Carafa e i Loffredo. Nel 1561 Maida contava 979 fuochi (famiglie). Dopo le nozze di Dianora Caracciolo con Marcantonio Loffredo il feudo passa nelle mani di quest'ultima famiglia ed è elevato a principato. In questo secolo sono da rilevare i terremoti del 1638 e del 1659 e il peggioramento della situazione economica che misero in difficoltà i feudatari. Quest'ultimi per migliorare l'economia fecero costruire canali irrigui, molini, acquedotti a Cortale, Jacurso e nei dintorni di Maida, ma le numerose tasse imposte resero molto tesi i rapporti con i cittadini che uccisero, all'uscita di teatro, uno degli ultimi dei Loffredo: Marcantonio. Di positivo in questo secolo c'è un certo risveglio culturale con la presenza di una Accademia fondata da Pietro Paladino (ex seguace di Giambattista Marino) e di un teatro. Nel dicembre del 1691 il feudo fu acquistato dal cardinale Fabrizio Ruffo. Dopo la sua morte (1692) gli succedettero dapprima il nipote Francesco, poi il figlio di questi Carlo e, via via, altri eredi della famiglia, tra cui Ippolita. Essa fu una buona feudataria, in quanto era cresciuta nella cittadina ed era legata affettivamente a Maida.Per aiutare la gente, dopo il terremoto del 1783, essa fece aprire una filanda, in cui dette lavoro a molti disoccupati, promosse l'istituzione di piccole concerie e cercò di venire incontro ai bisognosi. Nel 1735 il re Carlo III, insediato a Napoli dal padre Filippo V fece una visita a Maida e andò a cacciare nel bosco dell'Ascrea. Il terremoto del 1783 produsse molti danni: caddero a Maida il castello, l'ospedale di San Pietro, il teatro, le mura cittadine e varie chiese. I morti furono 95. Il governo pensò di intervenire per aiutare la popolazione requisendo i beni della maggior parte delle case religiose e costituendo la Cassa Sacra. Pertanto Maida si vide spogliata dei numerosi conventi e privata dei redditi di quei beni. Alla fine del Settecento si diffusero anche a Maida le idee illuministiche e giacobine. Il Cardinale Ruffo, nel marzo 1799, si recò anche a Maida per reprimere il movimento giacobino. Egli impose tasse altissime ai nobili del luogo e riuscì a convincere molti cittadini a seguirlo nella sua spedizione napoletana. In questi anni, tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento, sorsero numerosi palazzi, alcuni dei quali, secondo alcune fonti, furono progettati da Sintes, allievo di Vanvitelli. Durante il periodo della contro-rivoluzione borbonica, il 16 luglio 1806, il territorio di Maida fu teatro di una battaglia tra francesi ed inglesi, risoltasi in favore di questi ultimi. I nomi Maida Hill e Maida Vale a Londra prendono origine da questa battaglia. Il ritorno dei Francesi a Napoli segna la fine del sistema feudale. C'è una riforma amministrativa e Maida diventa capoluogo di un circondario che comprende tutti i territori dell'ex feudo. Nell'agosto del 1860 i maidesi assistettero al passaggio di Giuseppe Garibaldi. Dopo l'Unità d'Italia, Maida visse gli stessi problemi economici e politici degli altri paesi del Sud. La terra era nelle mani di pochi latifondisti e l'unica risorsa era l'artigianato. Alla fine dell'Ottocento iniziò l'emigrazione che continuò per tutto il Novecento, con le uniche interruzioni durante la prima e seconda guerra mondiale e gli anni vicini.


Punti d'interesse:

Castello Normanno:nel paese sono ancora presenti i ruderi dell'antico castello. Esso era di forma quadrata con quattro torri agli angoli. Di una delle torri orientali è ancora ben distinguibile il corpo, anche se parzialmente nascosto da costruzioni moderne. È stato sede di una prigione, di cui esistono ancora alcune celle e la scala in ardesia. Il castello è stato, negli anni '50, circondato da costruzioni moderne, che in parte lo nascondono Il castello e Maida erano rifornite d'acqua attraverso un acquedotto, di cui fa parte l'arco di Sant'Antonio, restaurato negli anni '90. Il paese era così attraversato da un corso d'acqua che alimentava un mulino con abbeveratoio all'entrata nord dell'abitato.
Chiesa di Santa Maria Cattolica: anticamente era una chiesa di rito greco, era punto di riferimento dei monaci basiliani, che vivevano nelle "Laure". Il titolo di "Cattolica" è proprio dovuto al fatto che i monaci la chiamavano katholikon. La chiesa mantenne la pianta a croce greca, probabilmente fino al 1783, quando fu distrutta da un terremoto. I Maidesi vollero ricostruire la chiesa nella configurazione attuale. La chiesa sorge ora su dei contrafforti ottenuti da un antico palazzo baronale. Nei secoli XVII e XVIII Maida era residenza estiva del vescovo di Nicastro, la chiesa di S. Maria Cattolica è riportata come cattedrale almeno dal 1565. Fino al terremoto del 1905 la chiesa era dotata di una torre campanaria, definitivamente demolita nel 1930; tale torre era originariamente usata per avvistamenti dal mare. Contiene affreschi dipinti da Zimatore e Grillo, tra cui il Cristo Re, situato nel catino absidale, e i Quattro Evangelisti, situati ai quattro pennacchi della cupola. Sulle pareti iniziali delle due navate laterali si trovano due affreschi di Andrea Cefaly: "Gesù tra i dottori" e "Lasciate che i pargoli vengano a me". Il sagrato, che domina la piana di Lamezia Terme, è caratterizzato da una pavimentazione in pietra e mattoni, scoperta e restaurata agli inizi degli anni 2000. Tale sagrato appoggia sulla sottostante chiesa di San Sebastiano.
Chiesa di San Nicola de Latinis: una lapide sulla facciata, sopra il portone, ricorda i restauri avvenuti nel 1638 su commissione di Marcantonio Loffredo. Sopra di essa vi è una nicchia contenente una statua del santo realizzata nel 1955. Contiene il quadro di San Nicola, si tratta di una trasposizione del XVII secolo dell'iconografia bizantina del santo.

Ed inoltre:
- Castello dei De Liceto, IV sec. a.C.
- Convento dei Frati Minimi


Frazioni: Vena di Maida.

Patrono: San Francesco di Paola che si festeggia il 2 Aprile.

Sito istituzionale: www.comune.maida.cz.it/ 

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