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Guardavalle è un comune di 4.942 abitanti della provincia di Catanzaro.Sorge a 225 metri sopra il livello del mare, adagiato in una valle del monte Pecoraro, delimitato dalle fiumare Assi e Lunari e attraversato dalla Patella. Per la sua posizione geografica, Guardavalle, offre un’ampia varietà di paesaggi. In pochi chilometri si passa da ampie spiagge, a colline alberate, fino alla tranquillità della montagna. Il clima mite favorisce la coltivazione, soprattutto di uliveti, vigneti e agrumeti. Comprende inoltre un vasto territorio boschivo e delle frazioni montane, la più nota è Elce Della Vecchia, attrezzata anche per i pic-nic. Per chi ama l’escursionismo, seguendo antichi sentieri, si raggiungono le cascate in contrada Pietra Cupa e Crisarina. Guardavalle è caratterizzato da un mare stupendo e molto apprezzato, con un fondale spettacolare per gli sport subacquei. E’ un borgo di origine medioevale fondato dai Bizantini intorno all’anno 1000, quando gli abitanti, per le incursioni Saracene, si trasferirono in una vallata del monte Consolino, così da essere al riparo. Gli attacchi dei Saraceni furono ben due, nel 1555 e nel 1569 e, per difendersi, i Guardavallesi costruirono dodici torri d’avvistamento, divise in torri di difesa e torri d’allarme. La torre del Crocco, ubicata nella parte più alta del paese, e la Torre Giordano sono oggi irriconoscibili poiché sono state convertite in abitazione. Mentre la torre Toscano fu parzialmente demolita nel 1948, in seguito al terremoto del 1947 che le causò lievi lesioni. Resta oggi intatta la torre Cavallara o torre Vinciarello, torre d’avvistamento situata vicino al mare. Le altri torri sono andate completamente distrutte. Nella storia delle incursioni a Guardavalle bisogna inserire (anche se non si sa con precisione in quale data, perché non esistono documenti storici) la vicenda di Lisa Rusa. Secondo un racconto tramandato a voce, Lisa Rusa (cioè Luisa Russa, dal soprannome della sua famiglia) fu una ragazza di Guardavalle rapita dai Saraceni in una delle loro scorrerie. Mentre i Saraceni (forse 20/30 uomini) conducevano la ragazza verso la spiaggia da dove avrebbero poi preso il mare, un gruppo di ardimentosi guardavallesi tese loro un’imboscata a circa cinque chilometri dal paese, presso un boschetto, allo scopo di riprendere la ragazza. I Saraceni furono tutti massacrati, la ragazza fu liberata, ma alcuni guardavallesi rimasero uccisi. I morti guardavallesi furono portati in paese ed in loro memoria fu costruito un Arco di Trionfo in contrada Mantegna. Il monumento in pietra viva sorge a 100 metri circa di distanza dalla Chiesa del Carmine. Il posto dove si verificò lo scontro venne chiamato Lisa Rusa a ricordo dell’episodio. Un personaggio celebre fu il Cardinale Guglielmo Sirleto, che rese la cittadina illustre ed ebbe un ruolo importante nella Chiesa del XVI secolo. Venne nominato Vescovo nel 1556 ma poco dopo fu convocato a Roma, dove partecipò alla preparazione del “Catechismo Romano”, alla riforma del “Breviario” e del “Messale”. Partecipò al concilio di Trento e alla morte di Pio IV gli venne proposta la carica di pontefice, che rifiutò preferendo lo studio della Bibbia. Inoltre, in quel periodo i Guardavallesi erano obbligati a dare alloggio alle truppe militari: il Cardinale fece in modo che i cittadini fossero dispensati da quest’obbligo. Inoltre, dopo che Guardavalle fu saccheggiata dai Turchi, il Cardinale riuscì a farla esentare dal pagamento delle tasse per dieci anni. Per opera sua, venne iniziata la costruzione della chiesa in via San Carlo, che rimase incompleta a causa della sua morte. Sirleto fu sempre legato al suo paese natio. Intorno alla Torre VInciarello, è sorta Guardavalle Marina. La frazione iniziò a popolarsi dopo le alluvioni del 1951 e del 1953, che recarono gravi danni anche alle frazioni montane. Fino agli anni ‘60 contava poca gente, ma con il passare degli tempo il numero degli abitanti andava aumentando. Oggi conta più o meno la metà della popolazione e si è trasformata in un moderno e apprezzato centro turistico, con 6 km di spiagge e con la presenza di diversi villaggi turistici. Il tessuto urbano di Guardavalle è impreziosito di stupendi monumenti d'epoca. Chiese e palazzi si alternano all'interno di questo antico borgo. Si contano molte chiese, alcune non funzionanti e poco conosciute, come la chiesa di Santa Caterina, demolita negli anni ‘60 perché dichiarata pericolante; la chiesa del Purgatorio, sconsacrata, successivamente trasformata in un cinema, di cui ora resta solo un palazzo antico senza alcuna funzione; infine il monastero di Santa Maria, a cui è annessa una chiesetta consacrata alla Madonna dell’Assunta, funzionante tutt’ora, nella quale è conservato un crocifisso realizzato dai monaci serresi nel 1400.


Punti d'interesse:

La Chiesa della Madonna del Rosario: molte le testimonianze di architettura sacra: la chiesa Matrice, consacrata alla Madonna del Rosario, chiamata anche chiesa di Sant’Agazio, la cui esistenza è citata in alcuni documenti della prima metà del 1500. L'esterno è caratterizzato dallo stile neoclassico e barocco, quest'ultimo utilizzato anche nella decorazione degli interni. Lungo l'unica navata si aprono tre cappelle: una dedicata a Sant'Agazio, dove sono conservate il Reliquiario e la statua; la seconda conserva una grande pala d'altare dipinta dal pittore Tommaso Martini di Bivongi; e la terza è intestata all'Immacolata.
Portale laterale della Chiesa della Madonna del Rosario: è affiancato da due colonne scanalate che reggono un architrave decorato a rilievo con motivi geometrici e floreali.
La Chiesa Della Madonna del Carmine: è una costruzione seicentesca costruita in un'epoca anteriore alla data riportata sulla porta principale (1686). L'ingresso avviene attraverso due semplici portali, intagliati da artigiani serresi. Il portone principale è in granito, gli stipiti hanno forma lineare con la base decorata a fiori. L'architrave è decorato a volute e fiori e al centro si trova una testa alata. Retto da due mensole, si trova il timpano, spezzato nel centro dove è collocata una croce con piedistallo su cui è scolpita la data. La cupola della chiesa è decorata con affreschi ottocenteschi che riportano alcune scene bibliche.
Portale laterale della Chiesa della Madonna del Carmine:sul portale laterale della Chiesa della Madonna del Carmine si trova lo stemma del vescovo Sirleto. Altri splendori da visitare sono i Palazzi. Magnifico esempio della fioritura artistica rinascimentale e di quella barocca. i palazzi nobiliari di Guardavalle rappresentano un museo all'aperto, dove l'arte conserva ancora l'antico fascino. Nelle costruzioni di uso civile di antica data domina il granito e il ferro battuto, lavorati da abili artigiani serresi. Questo piccolo borgo è caratterizzato da diversi palazzi nobili, alcuni tutt’ora abitati, ognuno con i suoi portali dalle forme particolari diverse, dove dominano il granito e il ferro battuto, lavorati da abili artigiani serresi. I palazzi nobiliari di Guardavalle rappresentano un museo all'aperto, dove l'arte conserva ancora l'antico fascino.
Palazzo Sirleto:conosciuto anche con altri nomi, come, ad esempio, palazzo San Carlo per la via in cui si trova, o Palazzo Princi, palazzo Sirleto sicuramente il più conosciuto del paese. Costruito tra la fine dei '500 e l'inizio del '600 dal nipote del Cardinale Sirleto, Fabrizio, anche se rimase incompleto. Infatti un’ala rimase a cielo aperto e un alto e lungo muro fa supporre che dovesse allacciarsi alla chiesa omonima, per creare un grande complesso architettonico, forse un seminario. Il portale ha un arco a tutto sesto, rivestito da bugnato con conci regolari a superficie piana.
Palazzo Spedalieri: costruito in periodi diversi, la parte che si affaccia sul fiume risale al 1600, mentre la parte che si affaccia sulla piazza è del 1700. Ha una struttura particolare perché nel centro è aperto su un piccolo giardino, mentre gli appartamenti si affacciano intorno. La facciata è di intonaco bianco con elementi baroccheggianti ed esalta il portale di granito lavorato. La costruzione interna del palazzo risale ad epoca anteriore e vi è la copia in piccolo della cappella gentilizia della chiesa di Sant'Agazio.. Il palazzo è ancora abitato. Il portale è in granito, sormontato da una balconata. I piedritti e l’arco sono caratterizzati da elementi decorativi; i conci all’imposta formano una semplice cornice; delle maschere apotropaiche sono presenti sulla chiave di volta e sui conci di base. Il portone reca l’iscrizione D. PETRUS HOSPITALERIUS A. 1777".
Palazzo Falletti: situato al lato della chiesa del Purgatorio e di palazzo Spedalieri, costruito nella metà dell'800. Il portale in legno, scolpito da artigiani Serresi, è incorniciato da due colonne monolitiche,una per parte, e da un portale d'ingresso in bugnato rustico di pietra e laterizi, sormontato dalla grande balconata. Al giardino pensile si accede attraversando un bellissimo cancello in ferro battuto. In passato fu per parecchio tempo abitato da una dinastia di notai gentiluomini, tutti appartenenti ai Trua di Guardavalle e, infatti, ha preso il nome proprio da questo fatto: il Palazzo dei Notari.
Palazzo Criniti: secondo quanto riportato sul portone principale, è una delle costruzioni nobiliari più antiche di Guardavalle. Il suo portale esterno è in granito con forma ad arco a tutto sesto ornato di volute, sopra del quale vi è una chiave di volta con una maschera apotropaica. Il portone è seguito una scala anch’essa in granito, che porta su un terrazzino sul quale si apre il portone, sormontato dalla testa di un angelo alato con sopra lo stemma della famiglia (un leone rampante su un monte a tre cime). Sotto lo stemma, quasi illeggibile, c’è una data: 1492. Al piano inferiore si trova la zona giorno, tra cui il soffitto di una di queste stanze è ornato con delle pitture che raffigurano scene di vita quotidiana. Mentre il piano superiore è arredato con i mobili originali, risalenti al 1800. La cosa più singolare di questo palazzo era il passaggio sotterraneo che un tempo collegava segretamente quest’edificio con quello della famiglia Spedalieri.
Palazzo Salerno: si affaccia sul piazzale della Chiesa Matrice Palazzo Salerno, di origine cinquecentesca. Il suo portale è in granito, sul quale è facilmente riconoscibile lo stemma della famiglia: un leone rampante con una corona e due stelle ai lati in alto ai due lati. É affiancato in ciascun lato da due colonne monolitiche di grande pregio che poggiano su un’unica base e presentano capitelli decorati con festoni. La parte opposta all’ingresso venne rasa al suolo durante il terremoto del 1659 e in seguito venne ricostruita. Una grande scala in granito porta ai piani superiori, dove si trovavano le camere, gli studi e i soggiorni. Sotto il balcone, quasi invisibile, un’iscrizione : D. FRANCESCO SALERNO 1859.
Palazzo Riitano: ha un magnifico portale con decorazioni di stile neoclassico. Il granito che lo circonda ha una decorazione a bugnato a punta di diamante. Il portone è sormontato da un elegante balcone poggiato su robuste mensole dello stesso materiale sulle quali si trovano scolpite alcune maschere. Sono le cosiddette maschere "apotropaiche", con chiari riferimenti greci, richiamate per annullare o allontanare eventuali influssi magici maligni. Ai lati del portale ci sono due anelli di ferro inseriti in rosoni ai quali venivano legati asini e cavalli.
Ex Palazzo Quaranta - Guido: assai singolare è la storia del portale dell'ex Palazzo Quaranta - Guido: infatti ha ben due chiavi di volta! Fino ad alcuni decenni fa era un portale in granito come tanti altri, con una sola chiave di volta, che dava accesso ai magazzini dei piani inferiori ed alle abitazioni dei piani superiori. Quando i magazzini furono usati come frantoio dovevano permettere il passaggio dei camion e così il portale fu allargato per permetterne il passaggio. La chiave di volta, però, era spostata, così il capomastro Guido ne formò una nella posizione opposta, simile alla prima. La finta chiave fu fatta in cemento ma a stento ci si accorge della differenza. Questo portale suscita molta curiosità in tutti quelli che visitano il paese.
Palazzo Trua: risale al 1700. Il portale è in pietra granitica, con arco a tutto sesto, poggiante su conci d’imposta sporgenti. La chiave di volta è decorata con una maschera apotropaica. Ciascun piedritto è composto da due blocchi ed è affiancato da decorazioni a volute di tipo barocco.


Frazioni: Elce della Vecchia, Guardavalle Marina, Pietracupa, Pietrarotta, Santo Stefano, Sciordillà.

Patrono: Sant' Agazio che si festeggia il 7 maggio.

Sito istituzionale: http://www.comune.guardavalle.cz.it/ 

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