Viaggi e Turismo >> Catanzaro e Dintorni >> Girifalco
 

Girifalco è un comune italiano di 6.144 abitanti della provincia di Catanzaro. Deve la sua nascita alla distruzione di due antichi paesi, Toco e Caria, ad opera dei Saraceni nell'836. Gli abitanti dei villaggi si rifugiarono sulla rupe chiamata "Pietra dei Monaci". Girifalco divenne comune nel cosiddetto decennio francese, cioè tra il 1806 e il 1815. Nello stemma distintivo venne accolta la comune leggenda dalla quale pare discenda il nome della cittadina: un falco volteggia ad ali spiegate nel cielo azzurro, dall'alto di una torre. Sull'etimologia del nome Girifalco molto si è scritto e il problema resta a tuttoggi insoluto, visto che nulla di scritto supporta alcuna delle tesi proposte. In un vecchio articolo del giornale "La tribuna illustrata", del 7 Febbraio del 1937, si legge: "Girifalco deve la sua nascita alla morte di due paesi, Toco e Caria, distrutti dai Saraceni nell'836. Gli scampati all'incendio e al macello si rifugiarono sopra una rupe chiamata "Pietra dei Monac"", sita in località Pioppi, e respinsero ogni assalto lanciando, in disperata difesa, le pietre strappate alla montagna. Furono chiamati, quei prodi, una "Sacra Falange", e, da quel loro nome, detto in greco, venne il nome del loro nuovo nido: Girifalco". L'opinione comune comunque è che il nome derivi dal girovagare di un falco intorno all'abitato. Lo studioso Giovanni Alessio, nel suo "Saggio di toponomastica calabrese", rimanda ad un "Kurios-Falcos, Dominus Falcus", ma il suo Kurios-Falcos è un presbitero in agro civitatis Nohae, parte contraente di un rogito del 1118. Questa soluzione etimologica pare quindi poco convincente. Appare fuori dubbio che il rapace abbia a che fare col nome della cittadina, opinione condivisa da tutti coloro che si sono interessati al problema. Uno scrittore e viaggiatore inglese, tale Lear, percorse a piedi il sud Italia, e così scrive nel suo "Diario di un viaggio a piedi": "Arrivai ad una città di montagna chiamata col delizioso nome di Girifalco... probabilmente se uno potesse scavare nella sua storia, potrebbe trovare che il nome arrivi ai Normanni o probabilmente al più grande dei falconieri, Federico II". Per il sovrano svevo, Girifalco, al centro dell'istmo di Catanzaro, poteva costituire una postazione strategica: dall'alto di Monte Covello si scorge l'uno e l'altro mare e una guarnigione, quindi, sarebbe andata più che bene. Non dobbiamo inoltre ignorare che un pezzo dell'artiglieria antica si chiamava proprio Girifalco. Ed ancora: la chiave della soluzione potrebbe essere ricercata nell'ambiente di corte del sovrano di Sicilia. Allora era in voga la caccia con il falco e vi erano i falconieri, ufficiali di corte preposti all'allevamento e addestramento dei falconi. Probabilmente un falconiere risiedeva da quelle parti, visto che la zona di Girifalco in alcuni periodi dell'anno costituisce un passaggio obbligato di questi uccelli, cosa citata anche in alcune guide turistiche ("Incontro con la Calabria", editore La Ruffa RC; "Catanzaro, la provincia del sole", Aci 1988). Non solo Girifalco porta nel suo stemma un uccello, Catanzaro ha un'aquila bicipite, Gerace uno sparviero rampante in campo aperto. A proposito dello stemma di Gerace, si narra una leggenda simile a quella di Girifalco. Vincenzo Cataldo, nel suo "Gerace"(edit. Arti Grafiche), scrive: "La leggenda, e si sa che sovente queste hanno uno spessore realistico, narra che dopo la tremenda incursione araba del 915, i superstiti Locresi, seguito il volo di uno sparviero posatosi sopra il massiccio roccioso, abbiano fondato, o meglio rinforzata, una nuova munita cellula urbana che meglio si prestava ad essere difesa". Il parallelismo tra le due leggende è evidente. Ancora scrive Cataldo: "L'ipotesi più affascinante fa derivare il nome della città da Hierax, rapace che nidifica abbondantemente su questa altura". Ogni altra parola in merito sarebbe superflua. Però, a questo punto, la ricerca sull'etimologia del nome della nostra cittadina potrebbe apparire aperta ad altre prospettiva. N.Tommaseo, nel "Dizionario della lingua italiana", alla voce Girifalco scrive: "la prima parte del vocabolo può essere il greco ierax che vuol dire sparviero, falco". Avremo così la ripetizione dello stesso termine in due lingue diverse, come nel caso di Linguaglossa, il grosso centro dell'entroterra catanese.

 

Punti d'interesse:

Chiesa di San Rocco: risale al XVII secolo e ha subito vari restauri nel corso dei secoli. All’ interno custodisce opere di grande pregio tra cui l' altare di San Michele con candelieri in ottone, la statua lignea di San Rocco risalente al XVI secolo e l'ostensorio barocco.
Chiesa Matrice o Santa Maria delle Nevi: costruita sul sedime della cappella del convento dei Domenicani, del quale sono ancora visibili le rovine alla destra della Chiesa. Un tempo la chiesa si trovava nei pressi della Chiesa di San Rocco, ma il terremoto del 1783 la distrusse. Il paese si stava espandendo e così i cittadini decisero di collocarne la sede nell'attuale posizione più centrale.
Fontana Barocca : realizzata in stile barocco nel XVII secolo per volere del sindaco dell'epoca Carlo Pacino. L'opera si trova in piazza Vittorio Emanuele II accanto alla Chiesa di San Rocco.
La Cannaletta : fontana a sei cannali recante la scritta "salus publica suprema lex esto".
Monumento ai Caduti: situato in piazza Umberto I.
Monumento ai Caduti di Monte Covello: situato in località Rimitello (Monte Covello) e dedicato ai Carabinieri caduti il 31 ottobre 1977 mentre con un elicottero sorvolavano l'entroterra.
Casa Municipale: situata in piazza Vittorio Emanuele II e risalente al XVII secolo. La casa è fregiata dallo stemma della famiglia Caracciolo e da quello del comune. Oggi è la biblioteca comunale.
Palazzo Ducale: situato in piazza Vittorio Emanuele II.
Statua del Duca Fabrizio Caracciolo: posta di fronte al Municipio.
Località Pietra dei Monaci e località Pioppi Vecchi: siti più antichi della città, distrutti dal terremoto del 1783, molti ruderi sono ancora presenti.
Località Battandieri: resti di un antico mulino.
Ospedale Psichiatrico, Complesso Monumentale: imponente struttura del vecchio manicomio provinciale istituito nel 1881. In passato era un convento dei Frati Minori del XVII secolo.
Monte Covello (m. 848): sottogruppo montuoso del Monte Serralta, Monte Covello è noto per la ricchezza della Flora abbondante di boschi e per la varietà faunistica. Di grande importanza la qualità delle acque oligominerali.

Ed inoltre:

- Chiesa del SS. Rosario 
- Chiesa dell'Addolorata 
- Chiesa dell'Annunziata


Patrono: San Rocco che si festeggia il 6 Agosto 

Sito istituzionale: http://girifalco.asmenet.it/ 

HOME Sportello informagiovani della Provincia di Catanzaro
iGiò Sportello informagiovani della Provincia di Catanzaro
Iscriviti alla Newsletter

Prenotazione online Hotel

Casamundo "La casa vacanza"
 
Orari dei treni

Aeroporto di Lamezia Terme - Catanzaro

Vola Gratis

Edreams.it

Scuola Università Lavoro
Orientamento Scolastico
Elenco Scuole
Progetti e iniziative
Opportunità e bandi
Università in Calabria
Accademie e Conservatori
Borse di studio
Studiare all'estero
Università in Italia
Opportunità e Bandi
Workshop e Iniziative
Imprenditoria giovanile
Concorsi
Formazione
Contratti di lavoro
Opportunità di lavoro
Servizi bancari
Normativa del lavoro
     
     
Viaggi e Turismo Tempo Libero Bacheca
Trasporti
Agenzie di viaggio
Catanzaro e dintorni
Strutture Ricettive
Mangiare in Provincia
Impianti Sportivi
Biblioteche e musei
Cinema e teatro
Focus eventi
Testi scolastici
Testi universitari
Offerte di viaggio
<-- dicembre 2017 -->
Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31