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Argusto piccolo paese di 538 abitanti, posto a 530 metri sul livello del mare dove la popolazione è distribuita tra il centro e poche case sparse. Il territorio, che è tra i più piccoli dei Comuni della Calabria, racchiuso tra quelli di Cardinale, Chiaravalle Centrale, Gagliato e Petrizzi, si estende sul versante ionico delle Serre. Sconosciute sono le origini di Argusto, talvolta erroneamente chiamato Arbusto, o Arguto, anche se da taluno forse solo per assonanza si vuole sia la scomparsa di Aprusto. Fu casale di Soverato fino a quando Salvatore Marincola nell’aprile del 1645 rifiutava Baronia e Casale al figlio Diego al momento del suo matrimonio con Giuditta Lubrano. Il terremoto del 1783 vi produsse danni. Riconosciuto Comune nel 1811 passava nel Circondario di Chiaravalle. Patì danneggiamenti dal terremoto del 1905. Nell’Ottocento Argusto godette di una certa rinomanza per la bellezza delle fontane pubbliche costruite nel paese. Qui vi nacque Gianbattista Marchitelli, feudatario e poeta barnesco. Il commercio è attivato dal legname che si ricava anche dai boschi dei centri vicini, e dal fieno che è di buona qualità.


Punti d'interessa:

Il graziosissimo centro di Argusto con ancora ben visibili le caratteristiche case medievali con i vicoli lastricati in pietra è attraente anche per l’atmosfera di relax che si respira, ideale per chi ha voglia di una vacanza rilassante e tranquilla. E per chi ha voglia di camminare invitante è il paesaggio montano e i nuclei che si trovano sul territorio. Tra questi “il Ponte di Sofia”, un rudere che conserva un’antica leggenda che narra di una giovane fanciulla orfana e rimasta sola con il suo fratellino appena svezzato, uccisa sul ponte.
Interessante da visitare è il rudere del Convento Agostiniano di Santa Maria della Sanità: identificato in un rudere maestoso, ma muto nonostante lo sforzo dell’illuminazione, alla periferia del paese là dove la tradizione vuole essere sorta una fondazione monastica, e dove gli eruditi identificano il sito di un’antica villa romana, della quale alcuni rudimentali scavi recenti hannomesso in luce parte della fondazione. Soppresso nel 1654-1655, il monastero agostiniano viene definito Zumpaniano, in quanto fu fondato il 29 Maggio 1593 da F. Simeone di San Vito che nasce proprio a Zumpano, in provincia di Cosenza.
La Chiesa Matrice di Sant’Ilario Vescovo: ricostruita, dopo il terremoto del 1783, sui resti della Chiesa primitiva. E’ sempre stata intitolata a Sant’Ilario Vescovo, infatti i più antichi registri che si trovano nell’attuale Chiesa, risalenti al 1668, risultano intitolati a Sant’Ilario. Anche la campana piccola, situata ancora oggi nel campanile, risalente all’anno 1609, porta la seguente iscrizione: “Sancto Hilario, Protector Noster, Ora pro Nobis”. Sant’Ilario è Patrono degli Esiliati e degli Avvocati. Viene invocato contro il morso dei serpenti. La tradizione popolare tramanda che Sant’Ilario, al ritorno dall’esilio, sia passato da Argusto e percorrendo il corso del fiume Ancinale, si sia fermato in una grotta, dove per qualche periodo il Santo abbia pregato. La grotta è ancora esistente e ogni anno il 14 gennaio, giornata di festeggiamenti in suo onore con riti civili, religiosi e fiera di prodotti artigianali, sulla parte alta di essa, fiorisce una rosa rossa. Ogni anno si recano in questa grotta dei pellegrini devoti a Sant’Ilario. Nella prima domenica di Settembre, Sant’Ilario viene festeggiato per la seconda volta per gli emigranti con la sagra che consiste nella degustazione di piatti tipici del paese: “scilatelle con carne di capra”, cucinata in modo tradizionale, come tramandata dai nostri bisnonni, nei tegami di terracotta e la pasta con fagiola e cozze, naturalmente fagiola coltivata nei nostri campi. La sera successiva alla sagra, Argusto ospita un gruppo folkloristico, accompagnato da un ormai tradizionale ballo del ciuccio. A mezzanotte si possono ammirare i fuochi d’artificio che chiudono in bellezza la festa.
Di grande importanza sociale è il Monumento dedicato ai caduti in guerra, dove è raffigurata una fanciulla rivolta verso un groviglio di ferro spinato e delle colombe che volano, simboleggianti la pace tra i popoli. Ogni 4 Novembre vi è la Commemorazione dei caduti in guerra, a cui segue il discorso del sindaco e i bambini della scuola elementare di Argusto si cimentano in poesie e canti rivolti ai nostri caduti. 
Al lato destro della Chiesa Matrice di Sant’Ilario possiamo ammirare il Palazzo Polella con il suo portale interessante per la sua semplicità. Al lato sinistro della Chiesa, invece, possiamo trovare il Palazzo Lanzellotti con il suo portale in legno bugnato molto antico che risale al 1954. In Via Vittorio Emanuele troviamo il Palazzo Pacenza che risale al 1955. Sulla stessa via, il Palazzo Garritano.

Frazioni: San Pietro, Scamardi.

Patrono: Sant' Ilario di Poitiers che si festeggia il 13 Gennaio.

Sito istituzionale: http://www.comuneargusto.it/home/

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